Un progetto realizzato in occasione di questa mostra e comprendente una quindicina di opere testimonia in maniera ampia ed esaustiva, l’attività dell’artista tedesco Andreas Slominski (Meppen, 1959), che per la prima volta in Italia ha a disposizione uno spazio così ampio per lavorare in totale libertà.
Questa del resto è una caratteristica propria delle iniziative proposte presso la Fondazione Prada con la supervisione di Germano Celant, che, rispetto a molte realtà contemporanee del nostro paese, pubbliche e private, ha il coraggio di confrontarsi con tutti i tipi di materiali e con tutti i mezzi espressivi che appartengono alla pratica dell’arte concettuale.
E concettuale è lo spirito che anima i lavori di Slomisnki. Lo spazio allestito dall’artista è un intero capannone e, appena si entra, la scritta natalizia Merry Christmas from Belfast (2003) accoglie il
In Germania Slominski è soprannominato Fallensteller, che sta a significare “colui che tende trappole”. La prima trappola, Falle, è del 1984-1985 e venne esposta nella sua prima personale ad Amburgo nel 1987: in quell’occasione era una semplice trappola per topi, vista soprattutto nel suo aspetto scultureo. Ma la trappola è anche una grande metafora della vita umana, che entra in relazione diretta con la nostra coscienza e la nostra esperienza di individui, senza limitarsi ad essere un oggetto tra il ready-made duchampiano e l’objet trouvé. I concetti che entrano in gioco sono allora molti, ma tra i primi ci sono l’inganno e la violenza. L’artista che prepara la scena ci invita in un certo senso ad attivare dentro di noi un processo complicato, che, usando un termine filosofico, è chiamato riduzione fenomenologica: l’oggetto-trappola
L’animo del visitatore quindi non è mai placato, ma oscilla continuamente tra un forte turbamento interiore e un vissuto “infantile/ironico”, che, a seconda del nostro stato di coscienza, ci spingono a considerare le trappole come oggetti innocui e improvvisamente come tagliole pericolose. Sono esposte infatti la Mausefalle (Trappola per topi, 2003), la Falle für Murmeltiere (Trappola per marmotta, 2003), la Schneehunfalle (Trappola per pernice bianca, 2002), la Lonzfalle (Trappola per lonza, 2003), la Habichfalle (Trappola per astore, 2002), la Katzenfalle (Trappola per gatti, 2001), e la Limikolenfallen (Trappola per limicoli, 2001) e tante altre ancora. Trappole che rappresentano l’inganno per eccellenza, l’inganno dell’uomo che fa a se stesso quando nasconde dietro l’apparenza la sua vera natura, da sempre ambigua e violenta.
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