Categorie: milano

Fino al 14.IV.2018 | Giulio Paolini Teoria delle apparenze. Opere 1969-2015 | Galleria Fumagalli, Milano

di - 9 Aprile 2018
Cinquantasette anni di ricerca artistica di Giulio Paolini (Genova 1940), maestro concettuale  di fama internazionale che ha esordito nell’ambito dell’Arte Povera nel 1967, non sono riassumibili in un corpus raffinato di opere, ma  le dieci selezionate (dal 1969 al 2015) da Angela Madesani e Annamaria Maggi, curatrici della sua mostra antologica  intitolata “Teoria delle apparenze” nella Galleria Fumagalli, riescono  nell’obiettivo di mettere in discussione l’arte e i suoi strumenti di comunicazione, agendo sull’analisi dello spazio visivo in rapporto alla percezione e a elementi della pratica pittorica e della storia dell’arte. I lavori storici di Paolini raggiungono cifre record all’asta, sono riconoscibili le sue opere analitiche, autoriflessive ma non fredde o tautologiche come quelle dei maestri concettuali americani o anglosassoni, in quanto si fanno carico di nuove prospettive e poetiche complesse, cariche di citazioni del passato, senza essere nostalgiche. Paolini gioca con lo spettatore, intreccia filosofia ed estetica, lo imbriglia nelle sue installazioni metafisiche, sospese fuori dal tempo e in una specie di spazio, abitato dall’enigma. Disegno, foglio di carta bianca, stendardo di cotone, linea, cornice, tavolozza, cavalletto, pennelli, libri, eccetera e altri strumenti del fare arte diventano materia delle sue opere o installazioni in cui la frammentazione progressiva delle immagini e la ripetizione di elementi e strutture geometriche ricorrenti si risolvono  in combinazioni stilistiche sorprendenti  nella loro unicità strutturale.

Giulio Paolini. Teoria delle apparenze. Opere 1969-2015. Veduta dell’installazione Galleria Fumagalli Milano. Ph. Antonio Maniscalco

Il suo “labirinto”  della visione presentato nella galleria milanese si apre  con  un ‘opera del 1969, l’anno  dello sbarco sulla luna ma anche della strage di piazza Fontana a Milano, dal titolo Quam  raptim ad sublima, uno stendardo in cotone  con la scritta in latino “Quanto prima  verso il sublime” ripresa da una incisione in caratteri di ottone nel pavimento marmoreo  del Museo del Vaticano, a Roma, appeso da un angolo e abbandonato in parte per terra, come riflessione melanconica su temi dell’ineffabilità della parola, un anelito romantico di tensione verso l’assoluto  del naufragio delle utopie all’alba del decennio delle contestazioni e “armato”.
Il titolo di questa mostra è una citazione dell’opera La Teoria delle apparenze (1972), che tra le altre ammaglia lo sguardo dello spettatore con trame visive volutamente ambigue che sembrano dare solidità a una illusoria dimensione spaziale, in cui l’arte  riflette su se stessa  e la questione dello spazio diviene l’oggetto  d’investigazione filosofica di Paolini. Le sue opere sono macchine sceniche della rappresentazione, sipari di fughe prospettiche dell’arte pittorica senza la pittura. Più in generale un omaggio al saggio L’arte e lo spazio (1946) di Martin Heidegger, rievocato in particolare in un assemblaggio del 1983, L’arte e lo spazio, quattro illustrazioni per uno scritto di Martin Heidegger (4), composto da un libro posato su un calco di mano in gesso, le cui pagine bianche aperte trattengono frammenti di pietre di alcuni reperti antichi. Per il maestro degli inganni visivi dalle prospettive plurime, lo spazio è teatro, un campo strategico in cui diversi elementi presentano combinazioni geometriche in cui lo spazio reale e quello culturale dell’arte coincidono. Terra di nessuno (2013-14), è l’istallazione composta da un cavalletto, frammenti di disegno prospettico, una tela, adagiate come reperti di nessun tempo, da una teca di plexiglas come silente e malinconico sipario di riflessione sull’incognita di un futuro in attesa di rappresentazione pittorica, in bilico tra estetica, letteratura e poetica.
Jacqueline  Ceresoli
Mostra visitata il 15 gennaio
Dal 15 gennaio al 14 aprile 2018
Giulio Paolini  Teoria delle apparenze. Opere 1969-2015
Galleria Fumagalli
via Bonaventura Cavalieri 6, Milano
Orari: da martedì a sabato dalle 11.00 alle 19.00
Info: info@galleriafumagalli.com www.galleriafumagalli.com

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

Articoli recenti

  • Mostre

It’s Cold Outside. Alessandro Artini protagonista a Ortisei

Fino al prossimo 15 marzo, a Ortisei, la Galleria Doris Ghetta ospita “It's Cold Outside”, mostra personale di Alessandro Artini,…

20 Febbraio 2026 0:02
  • Fotografia

90 anni di fotografia italiana e non solo, in bianco e nero: la mostra a The Pool di Milano

Gli spazi di The Pool NYC di Milano ospitano il secondo capitolo di un ambizioso progetto espositivo dedicato al grande…

19 Febbraio 2026 18:30
  • Fiere e manifestazioni

Investec Art Fair apre le porte a Cape Town: la proposta delle gallerie italiane

Apre le porte la 13ma edizione di Investec Art Fair di Cape Town: cinque gallerie italiane costruiscono percorsi distinti, tra…

19 Febbraio 2026 17:39
  • Beni culturali

Campanile di Giotto, al via i restauri: un investimento da 60 milioni per Piazza del Duomo a Firenze

Al via il restauro integrale del Campanile di Giotto, mentre sono in conclusione i lavori al Collegio Eugeniano e prosegue…

19 Febbraio 2026 17:03
  • Mostre

La promessa latente nella fotografia perturbante di Linda Fregni Nagler

Con una serie di opere realizzate nell’arco degli ultimi vent’anni, la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di…

19 Febbraio 2026 16:45
  • Arte contemporanea

Collezionare significa costruire un ecosistema complesso: intervista a Eugenio Sidoli

Amministratore delegato di Max Mara e fondatore, insieme alla moglie Sandra Varisco, di SpazioC21 di Reggio Emilia, Eugenio Sidoli ci…

19 Febbraio 2026 13:54