L’insieme di questi lavori riflette, perlomeno in
parte, la varietà di temi e ispirazioni che pervade l’attività di Hockney: la
prorompente energia del desiderio, l’amore omosessuale, l’attenzione per il
paesaggio e per la natura, il rinvio a episodi della vita privata, l’attingere
al mondo della letteratura.
The Fire of
Furious Desire celebra l’irrompere del desiderio amoroso nell’individuo, presenta
l’influsso del disegno infantile unito a una indiscutibile vena ironica, ed è
datato 1961,l’anno in cui Hockney emerge nel panorama artistico britannico
partecipando alla mostra Young
Contemporaries.
Il 1964 è l’anno del primo viaggio in California:
il clima informale, aperto e tollerante della West Coast ha una grandissima
influenza su Hockney e sarà alla base di molti suoi capolavori. A quest’anno
appartengono sia Man che Cleanliness is next to Godliness, dove
l’ironia e la malizia omoerotica sono pervase da un’atmosfera di serena
libertà. Datati 1966 sono due disegni veri e propri, una china su carta e un
paesaggio, realizzato con matita e pastelli colorati.
Incisioni e litografie sono un formidabile banco di
prova grazie al quale Hockney sperimenta e mette a punto il lessico del suo
vocabolario pittorico e le sue convinzioni tematiche e formali. Ciò è particolarmente
evidente in due gruppi di opere. Il primo concerne tre incisioni del 1966-67,
dal carattere asciutto ed essenziale, realizzate per alcune poesie del poeta
greco Kavafis, con il quale l’artista sente di avere una profonda affinità. La
volontà è quella di porre al centro la figura umana e rendere protagonista la
linea semplificando le forme, riducendole all’essenziale, e guardando all’opera
di Picasso.
Il secondo gruppo riguarda tre litografie del
1968-69, in cui l’artista si concentra sugli elementi naturali: campiture di
colori piatti e uniformi, che suggeriscono una convinta adesione ai valori di
superficie, convivono con una resa tridimensionale fondata su passaggi tonali
di colori pastello e sull’uso del chiaroscuro.
Ognuno di questi lavori è una viva e coinvolgente
testimonianza della qualità della ricerca di Hockney, nel quale è assai raro
imbattersi in Italia. Ulteriore motivo per cui la mostra merita di essere
visitata.
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Studio
Marconi ’65
Via Tadino,
17 (zona Porta Venezia) – 20124 Milano
Orario: da
martedì a sabato ore 11-13.30 e 14.30-19
Ingresso
libero
Info:
tel./fax +39 02.29511297; info@studiomarconi.com; www.studiomarconi.com
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