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Fino al 17.I.2015 | Surface (New Life) | Galleria Fluxia, Milano

di - 18 Dicembre 2014
Osservando l’immagine scelta dalla curatrice Sara Dolfi Agostini per la locandina della mostra “Surface (New Life)” scatta il banale e automatico riferimento con il fotografo tedesco Joachim Schmid, vero e proprio cacciatore di immagini prodotte da altri. Si tratta di un ritratto fototessera dove l’identità è celata: il viso è a pezzi, conferendo un elevato tasso di ambiguità all’immagine. Questa prima associazione risulta tuttavia essere un po’ fuorviate poiché negli spazi della Galleria Fluxia compare un universo diverso, superficiale ma intenso e affascinante. A partire dai globi eterei di Chris Cornish che giocano con luci e ombre, trasformandosi in presenze-guida che dettano un percorso sinuoso.
Alzando lo sguardo verso le fredde pareti in cemento scopriamo una serie di sorprendenti opere di quattro giovani artisti che sperimentano la fotografia in relazione a luoghi interni e domestici. Scorci bidimensionali di ambienti casalinghi e “still life dimenticati” che non si limitano a registrare ciò che è accaduto ma contengono ipotesi visive cariche di delicate tracce umane. Come nella stampa fotografica realizzata da Calla Henkel e Max Pitegoff, dove alcuni quotidiani appoggiati su aste di legno in attesa di consultazione sembrano essere dei panni stesi al sole. Sempre Henkel e Pitegoff ci propongono anche una serie di immagini che indagano l’esistenza superficiale, caotica e vitale dei tavoli dei bar, intesi come luoghi da cui tutto può iniziare.

La pratica del montaggio viene invece utilizzata nelle due stampe fotografiche di Hanne Lillee aprendo lo sguardo verso nuove possibilità associative ed esistenziali. Con The Game, questo il titolo del lavoro, osserviamo dei veri e propri collage di immagini trovate, con le quali l’artista ricrea il proprio intimo mondo interno, lasciando irrisolto l’enigma di ciò che stiamo guardando. L’attenzione ricade inoltre sulle pesanti cornici realizzate con elementi del corpo: ossa, sangue e legamenti che rimarcano una strana sensazione di umana ambiguità.
Infine ci sono le opere Sara Cwynar veri e propri assemblamenti di oggetti domestici dal sapore vagamente kitsch e difficilmente collocabili in un tempo storico. Con naturalezza l’artista fonde linguaggi e tecniche diverse generando composizioni brulicanti ma non completamente interpretabili.
Questo progetto espositivo nasce da un’attenta riflessione sull’affollamento di immagini in archivi, social network e nuove piattaforme di condivisione che hanno portato ad una rivalutazione del fare fotografico e del modo di relazionarci e lavorare con l’immagine. Attenzione quindi al contesto in cui inseriamo un’immagine poiché essa potrebbe acquisire molteplici sensi diversi, come la New Life della fototessera iniziale.
Valentina Riboli
mostra visitata il 27 novembre 2014
Dal 20 novembre al 17 gennaio 2015
Chris Cornish, Sara Cwynar, Calla Henke, Max Pitegoff, Hanne Lillee – Surface (New Life)
FLUXIA
Via Ventura 6
Orari: da martedì a sabato dalle 14:00 alle 19:00

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