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Fino al 17.VI.2001 | Tango. Danzando sulla tela | Milano, Studio D’ars

di - 7 Giugno 2001

Da ballo proibito a musica sofisticata il tango è oggi un cardine della scena artistica e culturale nel mondo. Sentito ed apprezzato da popolazioni per cultura e tradizioni opposte alle sue origini, forse afro-porteno-cubane, ha subito i movimenti e le influenze di sonorità ed espressioni coreografiche nuove. Scrive in proposito il maestro di danza Alfredo Gianantonio – presente all’inaugurazione della mostra con una performance dei suoi allievi: “il tango è un momento del XX secolo che ha trovato un posto nel teatro, nel cinema, perfino nella danza contemporanea”. Spesso è stato composto e suonato cercando espressioni di continuità con le tradizioni ma anche capacità di rotture con esse e volontà di rispondere ai gusti della contemporaneità. E’ forse per questo se le giovani coppie prediligono le sonorità di A. Piazzolla. Si ricordino i meravigliosi mixaggi su liber tango in Frantic. L’esposizione, a cura di Cristina Trivellin, presenta una serie di opere che con stili e tecniche differenti esprimono un modo di sentire il tango. Maurizio Fini con una tecnica mista presenta al centro del quadro l’altorilievo di un bandoneon costruito in tela di juta; l’idea è quella di dare luce e profondità all’opera con elementi materici che non utilizzano il colore come elemento prioritario. Le fotografie in b/n di Dario Guerini colgono gli sfondi di un locale di tango e l’esibizione dei ballerini sul palco di un teatro. Le persone sono raffigurate evanescenti, avvolte in aloni di luce che accentuano le posture statico-dinamiche dei movimenti di danza. Mauri astrae corpi musicali, minuscole note di colore rosso, da uno sfondo azzurro trattato con una tecnica ondulatoria che le fa somigliare ad uno spartito. Debora Kirnos con tre raffigurazioni, un bandoneonista e due coppie di ballerini, mescola colori chiari con piccole parti di spartiti musicali: riposte come lance sotto la testa della ballerina oppure a comporre la base, per chi danza. Isabel Carafi utilizza colori accesi per dare spessore ed espressione ad un primo piano di una donna tra due uomini. I contorni dei loro corpi deformati dall’ingrossamento lasciano trasparire sentimenti malinconia, le danze come espressioni di denuncia sociale. Sullo sfondo i colori diluiscono perdendo nitidezza finché non restano che ombre, corpi danzanti che, persi, si abbracciano. Chogan di Palito Harvey è una raffigurazione, su sfondo verde trasparente, di una tipica figura di tango, il gancio. Le gambe intrecciano una torsione che, per un momento, taglia e blocca ogni altro movimento di danza. Silvia Venuti si stacca dai temi tradizionali, nature acqua cielo, per raffigurare con le variazioni dei colori, il violaceo e l’azzurrino, l’andamento progressivo delle note e con esso delle emozioni, appena lasciate trasparire sui volti trasognati di una ballerina e di un ballerino. Infine Pippa Bacca con una piccola installazione mostra due piccole figure rosse sovrapposte e sospese in una danza che con il suo calore riaccende un ramoscello di rami secchi. Tango è un’intricato crocevia di fenomeni musicali e culturali, è poesia e letteratura, sentimento e filosofia di vita: “un pensiero triste che si balla” scrisse Enrique Santos Discepolo compositore e poeta argentino.



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Fino al 17.VI.2001: Tango – danzando sulla tela
Milano, D’Ars Agency, Via Sant’Agnese 3, tel. 02860290, fax 02865909
agency@dars.it
sito internet D’Ars
Orario: tutti i giorni, dalle ore 17 alle ore 19; sabato su appuntamento. Martedì e venerdì non stop, dalle ore 10 alle ore 20 su appuntamento
Ingresso libero



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  • Ringrazio chi ha avuto interessi per la mostra, grazie d'ars - grazie exibart e per l'articolo.
    Ballo e ascolto tango!
    Naturalmente queste culture e sonoritĂ  sono complesse!!!!!!
    Tuttavia stringendo i campi chiedeve se per caso avete visto il film di Sally Potter e Pablo Veron, Lezioni di Tango (edizioni - films l'UnitĂ  multimedia) e cosa ne pensate............
    ciao

    p.s.
    Sto seguendo un corso, ho ancora 3 lezioni, con il maestro A. Gianantonio, alla scuola Principe di Milano (v.le Jenner)
    Siccome sono senza ballerina e/o ballerino che sappia i passi della donna, se volete....................

    ciao grazie kiss tullio

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