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fino al 17.VIII.2008 | James Turrell | Varese, Villa Panza

di - 4 Luglio 2008
“Noi sappiamo come è fatta una stella dal modo in cui brucia. Guardando la luce che una stella dà possiamo ricavare quali materiali stiano bruciando e a che temperatura. Quindi tutto è rivelato, perchè nella luce c’è verità assoluta. Non esiste una cosa come la luce artificiale: siamo noi che la facciamo e noi non siamo artificiali”. Questa è l’opinione che James Turrell (Los Angeles, 1943; vive in Arizona) ha in merito all’ambiente, tema principale dell’intervista che Lucia Borromeo, nel 2001, ha sottoposto all’artista.
La testimonianza concreta di questo pensiero è sublimata nell’ambizioso Roden Crater project, l’opera che rappresenta la summa concettuale dell’artista americano. L’autore che meglio ha saputo indicare come l’architettura degli spazi in Terra possa avere corrispondenze e poi, a sua volta, modificare la volta celeste. Gli studi rivelatori di questo concetto, da oggi, si possono osservare nei lavori esposti a Villa Panza.
Sono dunque il cielo e le sue manifestazioni, tracce dei movimenti astrali, le vere protagoniste di questa rapida rassegna dal titolo Oltre la luce, allestita nelle Scuderie della villa; due sale di medie dimensioni, situate a piano terra, al di fuori delle aree verdi dell’enorme parco circostante.

Una video-intervista racconta come sono avvenuti i momenti progettuali e i rilevamenti che hanno portato l’artista a scegliere il sito ottimale per realizzare il progetto. Durante alcune silenziose esplorazioni del deserto, la telecamera segue Turrell in osservazione, mentre s’imbatte nel vulcano spento del Painted Desert dell’Arizona e spiega com’è stato scelto il sito; quell’area di siccità dove oggi sorge la più sperimentale sede architettonica dedicata interamente alla percezione e alla registrazione delle diverse intensità luminose. Alle pareti della sala, alcune fotografie e diversi modelli scalari descrivono la forma affilata della bocca del cratere, che si trasforma in uno skyspace naturale; una dimensione in cui un qualsiasi osservatore posto nel punto più basso del catino riesce a sentirsi come sospeso, innalzato. Verso quel cielo che, attraverso aggregazioni e fusioni di forme architettoniche, sembra arrivare vicino al naso di chi guarda le sue volte.

Nella seconda sala si conclude il percorso di una mostra cesellata da un allestimento, sonoro e scenico, d’eccezionale rarità. L’osservatore viene infatti accolto da un buio pulsante, un’atmosfera preparatrice che fa brillare gli schermi di sette monitor. Sette filmati corredati da un’ampia ricerca orografica e da un compendio di testi descrittivi che analizzano, con sezioni e planimetrie, alcune delle componenti architettoniche del Roden Crater: il Fumarole space, il South space e l’East space, il West Portal, il Sun&Moon space, il Beta Tunnel e via descrivendo.
Un’ennesima perla, che conferma nuovamente la sensibilità di un grande mecenate e delle sue scelte, occasioni di bellezza senza apparenze e di affinità senza ridondanza.

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mostra visitata il 18 maggio 2008


dal 16 maggio al 17 agosto 2008
James Turrell – Roden Crater project
a cura di Agostino De Rosa
Villa Menafoglio Litta Panza
Piazza Litta, 1 (loc. Biumo Superiore) – 21100 Varese
Orario: da martedì a domenica ore 10-18 (ultimo ingresso ore 17.30)
Ingresso: intero € 9; ridotti € 4/5
Info: tel. +39 0332283960; fax +39 0332239669; faibiumo@fondoambiente.it, www.fondoambiente.it/luoghi/Biumo/

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