Una delle prerogative di un grande artista è quella di creare, quasi per una strana alchimia, atmosfere magiche nelle opere: non è una qualità che si possa insegnare ma una dote naturale, quel quid che distingue un maestro da un normale pittore. Giancarlo Cazzaniga è davvero un grande artista e l’impatto emotivo che si coglie osservando le bellissime tele esposte nell’accogliente sede dell’Associazione Culturale Renzo Cortina, rimanda direttamente a qualche oscura “cantina”, nel bel mezzo di una selvaggia jazz session. Il fumo denso delle sigarette, le luci che giocano con gli strumenti, il fascino equivoco degli astanti, l’odore acre dell’alcool e del sudore emergono violentemente dalle opere. E’ dunque la passione per il jazz e per i suoi splendidi protagonisti (passione vera che ha coinvolto l’artista per tutta la vita) la vera protagonista delle tele esposte alla Cortina, ma non l’unica: il lungo, ininterrotto filo della concezione realista della vita, realismo a volte crudo a volte delicato come nei “Fiori”, è l’altro grande protagonista della mostra. Quel grande fervore culturale che pervase la Milano, ferita ma orgogliosa, degli anni ’50, riemerge anche dalle opere più recenti di Cazzaniga: nomi come Ferroni, Guerreschi, Romagnoni, Vaglieri, Francese, vengono oggi celebrati e prepotentemente rivalutati, nomi per i quali il termine maestro non appare davvero svalutato. Cazzaniga fu protagonista accanto ad essi e lo è tuttora: il suo linguaggio formale si evolve, muta la cromia (i piatti gialli della batteria oggi accecano) ma il forte legame concettuale rimane ben saldo.
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Luca Scalco
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Caro Luca Scalco, hai scritto proprio un bel testo.
Se ti è possibile, manda un saluto da parte mia al pittore Cazzaniga (digli che sono la figlia di Pierluigi).
Credo che andrò proprio a vedere la mostra.