Categorie: milano

fino al 18.VII.2008 | Yves Dana | Milano, Fondazione Pomodoro

di - 1 Luglio 2008
È difficile non pensare al destino accostandosi alle opere di Yves Dana. Innanzitutto, a quello dell’artista. Nato nel 1959 ad Alessandria d’Egitto e trasferitosi ancora bambino in Svizzera, è tornato all’ombra delle Piramidi soltanto nel 1996.
Durante i mesi del suo soggiorno egiziano ha elaborato una nuova poetica, passando alla pietra dei faraoni e aggredendone la superficie con la lima, per recuperarne l’espressività dell’erosione di secoli. Le sue opere riprendono anche le forme della tradizione, quelle degli obelischi e delle steli, ma anche di coppe e manufatti votivi, come nel gruppo Le miel et les cendres.
Le sculture di Dana si ergono imperiose negli ampi della Fondazione Pomodoro, in gruppi dalle forme scarne e purificate. Si sviluppano soprattutto secondo due dimensioni, verticale o orizzontale, a simboleggiare cielo e terra, aspirazione all’assoluto e offerta a ciò che tiene in vita. Motivi di ispirazione arcaica ed essenziali che si riproducono in forme originarie come quelle di Brancusi, ma la cui presenza segnata da graffi ed erosioni trasforma in riflessione sul tempo e sul destino dell’uomo.
Dana aggredisce le superfici delle lastre di pietra, facendosi sabbia e vento di secoli, invecchiandole, rendendo la loro presenza eco di un passato remoto e misterioso. Le sue sculture appaiono come reperti scampati alla distruzione e nello stesso tempo parlano di un destino ineluttabile, annunciando la loro e la nostra caducità. All’erosione e all’invecchiamento si accompagna un altro movimento, fatto di forme essenziali ma più definite, come nel trittico Citadelles. Qui, le lastre di basalto presentano motivi a scalini che aggiungono ulteriori motivi di ascensione, sviluppandosi soprattutto alla loro sommità, che assume la sembianze di una roccaforte abbandonata.
Nelle steli di Dana, come afferma la curatrice, sentiamo “la presenza di una scrittura ancestrale, mitica e nello stesso tempo contemporanea”. Le sue sculture riportano, infatti, a una concezione arcaica dell’arte, in cui l’opera si fa mito, situandosi tra umano e divino. Ma anziché essere tramite di elevazione, si presentano come segno di un avvenuto distacco. Come testimoniano i tre monoliti che compongono Orphelins du ciel. Qui si avverte maggiormente il doppio movimento della scultura di Dana. Da un lato, la tensione verso l’alto si accumula nelle spirali incrostate, che si attorcigliano per quasi tutta l’altezza delle strette colonne di basalto e pietra di Lunel. Dall’altro, il loro movimento viene bruscamente interrotto. Alla sommità, la struttura muta radicalmente, facendosi più levigata e definita, quasi appartenesse ad altro.

Come se la fuga verticale non potesse correre all’infinito e rimanere incompiuta, ma dovesse avere una meta precisa a rappresentarne la meta; ma, nello stesso tempo, in virtù della sua radicale differenza, testimoniasse l’impossibilità del ricongiungimento, come una radice strappata che ci rende irrimediabilmente orfani.

articoli correlati
Premio Pomodoro 2008

stefano mazzoni
mostra visitata il 13 maggio 2008


dal 13 maggio al 18 luglio 2008
Yves Dana – Opere recenti
a cura di Kosme de Barañano
Fondazione Arnaldo Pomodoro
Via Andrea Solari 35 (zona Tortona) – 20144 Milano
Orario: da mercoledì a domenica ore 11-18 (ultimo ingresso ore 17); giovedì ore 11-22 (ultimo ingresso ore 21)
Ingresso: 7 euro intero, 4 euro ridotto
Info: tel. +39 0289075394; info@fondazionearnaldopomodoro.it; www.fondazionearnaldopomodoro.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Mercato

Ninfee da £ 40 milioni: Sotheby’s porta in asta il Monet più prezioso mai offerto in Europa

Sotheby's annuncia la vendita delle Ninfee appartenute alla mecenate americana Anne Bass. E assegna la stima più alta mai vista…

12 Giugno 2026 18:53
  • Mostre

Cinquant’anni di pittura: la grande retrospettiva di Francesco Clemente alla Triennale di Milano

Fino al 6 settembre l’istituzione milanese ospita In Between, la grande mostra dedicata al maestro della Transavanguardia che attraversa cinque…

12 Giugno 2026 18:00
  • Progetti e iniziative

Popsophia 2026 indaga l’identità nell’era dei social: il programma a Pesaro

Popsophia 2026 torna a Pesaro con incontri, philoshow e un omaggio alla compianta fumettista Marjane Satrapi, per riflettere su identità,…

12 Giugno 2026 17:00
  • Mostre

Un vuoto strutturale e strutturante: la mostra “Counterforms” da A plus A Gallery a Venezia

Fino al prossimo 26 luglio, A plus A Gallery presenta "Counterforms", mostra a cura di Matt Williams e Neue Alte…

12 Giugno 2026 17:00
  • Beni culturali

Chi visita i musei italiani? Ecco i nuovi trend del 2026

Il report di Fondazione Delphos fotografa i consumi culturali su 223 siti: ingressi in crescita, contante in calo e una…

12 Giugno 2026 14:30
  • Mostre

Guttuso in mostra a Torino: 40 anni di pittura tra impegno civile e storia dell’arte

Una selezione di oli, disegni, chine e tecniche miste racconta quasi 40 anni di ricerca di Renato Guttuso e indaga…

12 Giugno 2026 12:30