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Fino al 18.VII. 2015 | Giovanni Anselmo -Wolfgang Laib – Ettore Spalletti | Lia Rumma, Milano

di - 9 Giugno 2015
Tre artisti diversi per età, formazione, esperienze e cultura, due italiani e un tedesco occupano tutti i piani della galleria-museo di Lia Rumma a Milano con opere site specific pensate per celebrare l’Expo, che nutrono l’anima, fanno pensare  e modificano la percezione dello spazio, di solenne semplicità, perché trasudano di una tensione spiritualista, meditativa, inspiegabile, da vivere.
Al piano terra Wolfgang Laib (Metzingen, Germania 1950) accoglie lo spettatore con The Rice Meals for Another Body (2015), un “campo” composto da  numerose piccole piramidi minimaliste di riso posate a terra in modo ordinato. Il riso, come il pane per l’occidente, è simbolo di nutrimento e di vita e in questa inusuale e metaforica “tavola” imbandita di chicchi trasparenti, fa capolino un vaso nero di terracotta con puntini  bianchi di calce, in oriente utilizzato per contenere le ceneri dei morti che vengono poi cosparse nei fiumi, proveniente dal terreno vicino allo studio nel sud dell’India dell’artista concettuale, ex medico, cultore di filosofie orientali, sciamano ascetico e spiritualista con attitudine a esplorare dimensioni  interiori, riconoscibile per l’uso di materiali organici, come polline, cera d’api, latte, marmo e vasi di terracotta e ceneri.
Al primo piano Ettore Spalletti (Cappelle sul Tavo, Italia 1940), espone Parole di Colore (2015) composta  da sette pitture-sculture di grande formato, tre tavole azzurrate, due virano sul grigio diafano e luminoso, una rosso stemperato in un morbido rosa e un’altra azzuro-blu vibrante, che “parlano”di celestiale armonia, forse un’ interpretazione  laica della Trinità, tema classico nell’iconografia sacra. Le opere senza cornice “sfondano” le pareti e aprono metaforiche  finestre sull’inconsistente leggerezza dell’aria, fino al cuore della luce simbolo mistico della vita.

Chiude, al secondo piano il percorso espositivo pensato come un viatico di elevazione spirituale in relazione agli ampi spazi della galleria, un sorprendente progetto di Giovanni Anselmo (Borgofranco d’Ivrea, Italia 1934) che mette in relazione due opere storiche: Oltremare mentre appare verso nord est (1979-2015), in cui il colore blu  materializza un’altrove invisibile, dall’orizzonte apparente teso verso lo spazio assoluto e La Luce mentre focalizza (1972-2015), una proiezione della parola Particolare in basso della ampia parete: un segnale luminoso, piccolo dettaglio su fondo nero da osservare con attenzione, che ipnotizza lo sguardo dello spettatore e visualizza nella scritta pulsante di energia il fluire del tempo. Da questa mostra filosofica si evince che  “non di solo pane vive l’uomo” e  che l’effimero è necessario: qui si medita sul fatto che l’arte  non è altro che un linguaggio dell’essere (Heidegger) al servizio del divino (Kandisky) che rappresenta o evoca paesaggi dell’anima o concetti di assoluto.
Jacqueline Ceresoli
Mostra visitata il 3 maggio
Dal 3 maggio al 18 luglio 2015
Giovanni Anselmo -Wolfgang Laib – Ettore Spalletti
Lia Rumma via  Stilicone 19, Milano
Orari : martedì-sabato h.11/13.30 -14.30/19
     

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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