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fino al 20.II.2011 | Beatriz Franco | Milano, Carla Sozzani

di - 11 Febbraio 2011
A vederle da lontano appaiono
come immagini inviate da un satellite in orbita su Marte, o intorno a qualche
regione della Terra ostile all’uomo, dove la flora è inesistente ma i colori
intensi. I dieci scatti di Beatriz
Franco
(Salvador, 1976; vive a San Paolo e Salvador) esposti presso la libreria
della Galleria Carla Sozzani vengono invece dall’isola siciliana di San
Pantaleo, un tempo nota col nome di Mozia, al largo di Marsala, e insieme
costituiscono la mostra intitolata Il
mare che resta
.

L’attenzione della fotografa
brasiliana si concentra sulle saline presenti sul territorio, trasfigurate
nella sua opera come se fossero dipinti astratti. Il campo è dominato dalle
tonalitĂ  calde della terra, dalle spiagge scure, marrone e arancio, le cristallizzazioni
bianche del sale ora punteggiano la superficie del terreno, ora disegnano linee
e percorsi come ramificazioni di un fiume giunto al suo delta. La cura
dell’artista per la composizione delle immagini lascia intuire i passati studi
di pittura di Franco, mentre stupisce leggere nella sua biografia che sia
arrivata alla fotografia da autodidatta, con alle spalle una laurea in
psicologia.

Attraverso questa serie
fotografica realizzata nel 2010, Beatriz Franco non intende tanto raccontare la
tradizione delle saline di Mozia, né offrire uno sguardo antropologico sulla
terra di Sicilia. Sembra piuttosto che le saline abbiano fornito i giusti
presupposti per realizzare un’indagine sulla percezione dello spazio da parte
dell’osservatore. Le distanze si confondono, il visitatore perde l’orientamento
e non è in grado di dire quanto vicino o lontano si sia posizionata la macchina
di Beatriz Franco.


Nelle opere presenti, il particolare riesce a significare il
generale e viceversa, in un inganno percettivo che costituisce uno degli
elementi peculiari dell’artista, rintracciabile anche nelle precedenti
produzioni, esposte sinora solo in Brasile, in mostre collettive e individuali.

Perduto in questo gioco di
distanze fra ambiente fotografato e obiettivo fotografico, l’occhio del
visitatore ha il tempo e lo spazio per distrarsi e abbandonare il territorio
dell’analisi razionale in favore di un’indagine più istintiva e soggettiva. La
callositĂ  e le increspature delle saline si confondono e si lasciano leggere come
geometrie universali, in grado di dar voce ai moti ondosi dell’inconscio che
ciascuno ha in sé. Il mare che resta, titolo della mostra, è quello
dell’osservatore, quello in cui risuonano le emozioni e le percezioni suscitate
dalle immagini esposte.


Lo spazio espositivo scelto per
esporre le dieci fotografie di Franco, tra le proposte del bookshop della
Galleria Sozzani, non concede sempre la quiete necessaria per apprezzare queste
“immagini da Marte”, tuttavia la scelta di portare i lavori di questa artista
brasiliana al 10 di corso Como rimane una buona occasione per una giovane
fotografa qui alla sua prima esposizione personale milanese e italiana.

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dal 29 gennaio al 20 febbraio 2011

Beatriz Franco – Il mare che resta

a cura di Giuliana Scimé

Galleria Carla Sozzani

Corso Como, 10 (zona Stazione Garibaldi) – 20154 Milano

Orario: martedì e da venerdì a domenica ore 10.30-19.30; mercoledì e giovedì
ore 10.30-21; lunedì ore 15.30-19.30

Ingresso libero

Info: tel. +39 02653531; fax +39 0229004080; info@galleriasozzani.org; www.galleriasozzani.org

[exibart]

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