Categorie: milano

Fino al 20.IV.2015 | The World of Cindy Sherman | Le Case d’Arte, Milano

di - 15 Aprile 2015
Cindy Sherman (Glen Ridge, New Jersey, 1954): uomo, donna, clown androgino, diva hollywoodiana, starlet da B movie, cover girl, femme fatale da film noir, sexy pin-up, rocker, porno star, vamp trasgressiva, signora bon ton, teppista, morigerata, dominata, dominatrice. Si, certo, ma anche no. Centomila altri da divenire, nessuno in cui essere, solo una maschera, una per volta, da indossare per ironizzare sulle presunte differenze di genere, per far saltare le patetiche divisioni di ruoli, per ridicolizzare i cliché estetici di una società famelica di nuovi stereotipi in cui rappresentarsi e riconoscersi. Al contrario, per l’artista l’autoritratto, di cui il micro allestimento a Le Case d’Arte ci offre qualche esempio (con opere di grande dimensione datate dal 1983 al 1995 e provenienti da collezioni private), è il bisturi con cui si taglia e cuce copie di originali anonimi da impersonare, nuovi volti in cui dimenticarsi, tratti inediti in cui veder sfumare i propri e scoprirsi altra nell’identità vergine di una vita tutta da immaginare.

Il proprio corpo, la propria immagine per Cindy Sherman diviene, dunque, materia grezza da trasgredire in una continua metamorfosi estetica immortalata in un infinito click: le individualità sono sempre troppo fluide per essere contenute in un solo scatto. E così la Sherman, vestendo, nell’ironica decontestualizzazione del selfie costruito ad arte, gli stereotipi che semplificano la complessità umana (e femminile in particolare), li scolla dal loro campo d’azione denudandoli nella loro grottesca pretesa limitante. Ed ecco che il selfie consapevole diviene strumento critico nei confronti di una società a caccia di forme rigide in cui fermare ciò che le sfugge, costringendola ad assistere alle inesauribili mutazioni che un solo volto ha il potere di generare. Un frustrante quanto illuminante monito per l’attuale ossessione autorappresentativa, tesa spasmodicamente verso un esserci iperconesso e ipervisibile, che si illude, ogni volta, di esaurirsi in una singola immagine autoprodotta e condivisa in tempo reale per qualche secondo.
Martina Piumatti
mostra visitata il 1 aprile
Dal 10 marzo al 20 aprile 2015
The World of Cindy Sherman                                                                                                                                   Le Case d’Arte
Corso di Porta Ticinese, 87-20123 Milano
Orari: da lunedì a venerdì 15.00-19.00
Info: 02 8054071

Articoli recenti

  • Personaggi

Addio a Carlo Frittelli, morto il gallerista che portò il contemporaneo a Firenze

È morto a Firenze a 91 anni Carlo Frittelli, gallerista e collezionista, fondatore con il figlio Simone di Frittelli Arte…

15 Marzo 2026 12:14
  • Arte contemporanea

Rituali e identità queer alla Biennale 2026: il progetto di Bugarin + Castle per la Scozia

Un corteo tra storia e cultura pop: Shame Parade di Bugarin + Castle ripensa i rituali di vergogna collettiva nella…

15 Marzo 2026 10:30
  • Arte contemporanea

Bottoni come opere d’arte: quando un dettaglio di sartoria diventa linguaggio visivo

La mostra "SUMIE x KAWA" alla galleria Numero 51, a Milano, diventa un pretesto per ripercorrere il lungo legame tra…

15 Marzo 2026 10:00
  • Arti performative

Other Identity #196, altre forme di identità culturali e pubbliche: Alessandra Zerbinati

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

15 Marzo 2026 9:30
  • Mostre

“La Geometria della Grazia”: il rigore architettonico e il glamour senza tempo di Horst P. Horst

Presso Le Stanze della Fotografia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, fino al 5 luglio, una grande retrospettiva dedicata a Horst…

15 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

Romero Paprocki ha aperto a Milano

La galleria parigina sceglie Porta Venezia per la sua prima sede fuori dalla Francia e inaugura con Sutura, personale di…

14 Marzo 2026 16:02