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fino al 20.V.2010 | Piotr Janas | Milano, Cardi Black Box

di - 21 Aprile 2010

L’Istituto
del cervello
… Il titolo della
mostra di Piotr Janas (Varsavia,
1970) non è privo di una certa ambiguità, che nemmeno la visione delle opere
esposte riesce del tutto a risolvere. In ogni caso, appare chiaro come gli
organi del corpo umano costituiscano un punto di riferimento fondamentale per
l’orizzonte visivo del pittore polacco.
Strati
di epidermide, dita e interiora vengono richiamati più o meno esplicitamente in
molti dei quadri esposti. Non si tratta di una riproduzione fedele, ma del
riferimento generale a una dimensione corporea viscerale. Proprio come
viscerale e istintiva risulta, a un primo sguardo, la tecnica pittorica
adottata da Janas: stesura cromatica irregolare, striature, aloni di fumo,
colore che cola e che talvolta si accumula, a formare strati materici
localizzati in alcune aree delle opere.
Tuttavia,
l’utilizzo di oggetti giustapposti sulla tela, come una calza e del cotone
idrofilo in Stocking, o
inseriti in essa, come uno straccio in Lick Stain, stempera la tensione espressionista, che
rappresenta così solo uno degli elementi che concorrono alla costruzione
dell’immagine. Accanto alla presenza di oggetti reali è necessario considerare
quello che è il principale elemento che funge, per così dire, da “contrappeso”
all’impiego di espedienti tecnici che si riferiscono esplicitamente all’Espressionismo
astratto: l’uso della linea di contorno, che rivela una ricerca di equilibrio e
una progettazione dell’immagine che non lascia grandi margini di manovra
all’improvvisazione.

La
stesura libera e disinvolta del colore – che ora si rapprende, ora gronda lungo
la superficie della tela – risulta a volte paritaria, a volte subordinata al
valore del disegno, ma non sembra mai, nella maggioranza dei casi, prendere
nettamente il sopravvento.
La
cifra stilistica di Janas risulta quindi caratterizzata da un’esplicita ricerca
di un equilibrio compositivo, che tuttavia non rinuncia a ricorrere a metodi
propri di un approccio meno soggetto a vincoli per quanto concerne
l’applicazione del colore, che si presenta inoltre in una ridotta gamma di
tonalità ricorrenti.
Accanto
alle opere intrise di riferimenti scatologici, che presentano una matrice
surrealista per il senso d’inquietudine, mistero, sinistro o giocoso umorismo,
vi sono alcuni lavori in cui astrattismo espressionista e concretista si fondono,
dando vita a una riflessione sulla percezione e sulla processualità della
pittura astratta. Emblematiche risultano essere opere come Fall e Dripping Composition, in cui il libero dispiegarsi del colore sulla
tela convive con il rinvio a una dimensione più mentale propria delle figure
geometriche e delle righe tracciate a matita che richiamano il disegno tecnico.

Ne
scaturisce una pittura che presenta l’ambizione di compiere dei passi in
direzione di un’astrazione che superi le barriere tra espressionismo e
concretismo, creando un orizzonte visivo frutto di una loro ibridazione.

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meneghini

mostra
visitata il 30 marzo 2010


dal 18 marzo al 20 maggio 2010
Piotr Janas – Istituto del
Cervello
a cura di Sarah Cosulich Canarutto
Cardi Black Box
Corso di Porta Nuova, 38 (zona Moscova) – 20124 Milano
Orario: da martedì a sabato ore 10-19
Ingresso libero
Catalogo BoxNotes
Info: tel. +39 0245478189; fax +39 0245478120; gallery@cardiblackbox.com; www.cardiblackbox.com

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