Categorie: milano

fino al 20.XI.2010 | Alterazioni Video | Brescia, Fabio Paris

di - 2 Novembre 2010
Già il nome del collettivo Alterazioni
Video
(Milano, 2004; vivono a Milano, Berlino e New York) racchiude
in sé la potenza radiante di quell’ideologia basata sulle implicite variazione
possibili fra termini artistici, formali e intellettuali. Basti pensare che l’etimologia
del termine ‘alterazione’, che in primis rimanda a un’alternativa – passando per il corposo
ventaglio di sinonimi che va da ‘adulterazione’ a ‘mistificazione’ e ‘snaturazione’
– implica in sé un modo di agire che, pare chiaro e paradossalmente sensato, abbandonata
l’ovvietà dei procedimenti logici, opta per la messa in opera di scorciatoie e
secondi fini come l’unica scelta possibile da fare per dimostrare qualcosa.
Qualsiasi essa sia.

Ed è il modo più che il risultato
a interessare. Così, per questa mostra, il collettivo affronta nuovamente
l’indefinibile varietà della rete, animata dai social network che impazzano
come non mai, e dalla mistificazione della realtà tangibile. Un panorama dove l’aspetto
più controverso e discusso – e dunque più appetibile – è quello della proprietà
delle informazioni: qualsiasi materiale è oggi online e, va da sé, alla portata
di tutti; da una parte il copyright e la privacy sono impugnati come diritti
inalienabili e incontestabili per chiunque, dall’altra una moltitudine che
pubblica, tagga
e condivide immagini di ogni tipo.


Tralasciando analisi legate alla
socialità dei mezzi, Alterazioni Video si concentra sulla metamorfosi di questo
limbo mediatico, un’escalation secondo il vangelo di Photoshop e Google Images.
Riprendendo proprio la recente reimpaginazione del motore di ricerca di
immagini più usato al mondo, il collettivo propone un’accozzaglia di immagini
rimbalzate da un utente all’altro: nello specifico, si tratta di file che
vengono catturati in rete e rielaborati da ognuno dei componenti del gruppo, da
una parte all’altra del globo.

Mostri antropomorfi con tsunami da
allucinazione e manga abbandonati su superfici liquide dalle quali sembrano
scivolar via. Un supporto tridimensionale degno di nota quello scelto per le
installazioni, sbalzato fuori dal muro, vibra e si avvicina a chi osserva, come
un foglio di carta appallottolato e buttato via, portatore di un messaggio
inutile e sbagliato.


Non c’è bisogno di comunicazione
perché non c’è molto da dire. Le immagini, nella loro brutalità bestiale e
monca, parlano da sole.

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dal 2 ottobre al 20
novembre 2010

Alterazioni Video – Violent
Paintings

Fabio Paris Art
Gallery

Via Alessandro Monti, 13 – 25121
Brescia

Orario: da lunedì a sabato ore 15-19

Ingresso libero

Info: tel. +39 0303756139; fax +39
0302907539; fabio@fabioparisartgallery.com; www.fabioparisartgallery.com

[exibart]

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