Figure e personaggi fantastici, aspetti di una realtà che è frutto di viaggi della fantasia: questo il mondo di Filippo La Vaccara (Catania, 1972) giovane artista già conosciuto, con alle spalle alcune personali e collettive in spazi museali e in gallerie private. In occasione di questa mostra presenta alcuni nuovi lavori ricchi di spunti: dall’interrogazione sul senso e non senso, sul corso delle cose -che è sinuoso- alle domande sull’ esistenza, che spesso ci porta a chiederci quale sia il confine tra realtà e fantasia.
Questa è la dimensione in cui lavora l’artista, una logica stravolta, che rende tutto possibile, perfino che un pappagallino monti in bicicletta: tra sogno e visione, paesaggi, personaggi e situazioni inventati, che improvvisamente diventano probabili. Ed è
Nella produzione del suo lavoro utilizza diverse tecniche. Pittura e disegno sono il veicolo principale, i suoi colori possono essere caldi, luminosi, e poi bruni e terrosi. Con tecniche miste realizza dipinti di piccolo e medio formato su carta intelaiata, medium questo che permette effetti cromatici inaspettati.
Ci s’imbatte così in immagini di paesaggi improbabili e circostanze misteriose, dove un grosso cane da guardia può camminare in equilibrio sui fili elettrici. La forma si fa concreta e tangibile nelle sue sculture, di grandi dimensioni realizzate in rete metallica ricoperta di carta dipinta e levigata a cera. La superficie bidimensionale della tela e della carta, prende corpo ed è quello dei tanti personaggi nati dal suo ingegno: una pupa dal gran testone e il piccolo vestitino rosso, un cane esageratamente lungo. Fantasticherie, tutte storie, per svelare con estrema ironia il corso delle cose.
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