Se Maometto non va alla Montagna, è la Montagna che… Visto che, con la scusa della vita frenetica, il lavoro ed i “mille impegni” non sono mai troppi quelli che vanno nei musei, allora è l’Arte che decide di invadere un luogo di passaggio. Per esempio, i corridoi della metropolitana di Milano.
Alberto Garutti (che partecipa all’esposizione con uno striscione in cui è riprodotto un brano dedicato al riposo degli Apostoli, tratto dalla sceneggiatura del film Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini, per evocare il silenzio e la sosta) afferma: “Queste iniziative sono importanti perché pongono delle domande, anzitutto quale sia il coinvolgimento del pubblico rispetto all’arte. Non si parla più di Committente, ruolo che prima era della Chiesa o del Signore, e dell’Artista. Oggi questo ha un compito esclusivamente al servizio della società”.
Si tenta di rendere l’artista una presenza più attiva nel pubblico, più “casuale”, non confinata solo all’interno di luoghi eletti: una mostra, quindi, per i visitatori per caso.
Infatti chi si troverà a camminare, ad esempio, davanti al lavoro sulla metamorfosi di Jan Fabre (fermata MM Linea Verde, Loreto) difficilmente non vorrà fermarsi qualche istante in più per osservarlo meglio: una grande palla di scarabei presi in Tailandia, che formano un nucleo compatto e di lucide sfumature di verde, grigio e nero, adagiata su un materasso e chiusa in un cubo trasparente. Una conferma della, riuscita, poliedricità dell’artista in questione (anche drammaturgo, e quest’anno direttore del Festival Teatrale di Avignone, Francia). Come sarà difficile non rabbrividire davanti all’installazione video di Masbedo (Nicolò Massazza e Jacopo Bedogni), Gelo Verticale, che ritrae uomini e donne sdraiati sul ghiaccio (fermata MM Linea Gialla, Duomo).
Interessante anche il ritratto della gente in Metropolitana di Vedovamazzei (Stella Scala e Simeone Crispino, fermata MM Palestro): una mensola contiene dei libri con le pagine aperte verso il pubblico, e sopra sono dipinte tante facce, divertite o arrabbiate, ad evocare la gente in metrò che si osserva sempre (invece che leggere…). E ancora il “concerto sonoro, visivo e performativo” di Luca Bertini (fermata MM P.ta Venezia), che realizza un concerto jazz (suona la Big Orkestra Crams diretta da Luca Garlaschelli), creata traducendo in note musicali le quotazioni di tutte le società azionarie ricavate dagli archivi storici di Wall Street, nel giorno del Black Tuesday del’29. Soltanto in un mese e mezzo di organizzazione, quindi, e con una nulla partecipazione da parte degli sponsor contattati, il Gruppo Norman e la collaborazione di ATM hanno realizzato una mostra-evento che dal 22 marzo al 22 maggio vedrà le opere dei 19 artisti italiani e stranieri (tra cui, oltre a quelli già citati, Armin Linke e Amedeo Martegani, Enzo Cucchi, Joseph Kosuth, Dragana Sapanjos e altri) esposte in 10 stazioni della Metropolitana (Lambrate, Loreto,Centrale, Garibaldi, Lampugnano, De Angeli, Duomo, Porta Venezia, Palestro, Montenapoleone). Uno spazio espositivo insolito ed una scommessa: riuscire a rallentare –anche se di poco- la corsa abituale dei passeggeri verso l’uscita della metro.
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www.galleriaingalleria.com
marta calcagno baldini
mostra vista il 21 marzo 2005
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