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fino al 22/VII/2011 | Tim Berresheim – Tropical Dancer (Seeing is believing) 2007-2011 | Milano, Cardi Black Box

di - 13 Luglio 2011
Linee fluttuanti si intrecciano tra di loro all’interno della superficie pittorica, simili ad appunti, bozze, quasi scarabocchi totalmente colorati. Tim Berresheim (Heinsberg 1975), artista, promotore di arte contemporanea e musicista sperimentale, produce immagini manipolate digitalmente in cui la tecnica tradizionale si fonde con la tecnologia. Linee, forme, colori ed elementi di quella che è definita pittura modernista, creano immagini che in qualche modo sfidano i media tradizionali mettendo in discussione lo stesso potere e uso che delle immagini si fa nella società contemporanea. È ciò che accade alla Cardi Black Box. All’interno del white cube della galleria milanese, le opere dell’artista prendono vita e colorano l’ambiente.  Tropical dance, è il titolo della retrospettiva dedicata a Berresheim, che illustra il percorso dell’artista negli ultimi quattro anni, all’interno dei quali la ricerca artistica spazia tra diversi generi. Tra astrattismo e figurazione, Future Gipsy Antifolklore, dove le forme diventano in qualche modo immagini fantastiche, manipolate al computer e contemporaneamente dipinte e stampate su legno, carta o tela. Ci sono poi i lavori fotografici, come Violett, in cui un manichino è accostato e combinato con piante, peli, piume e oggetti d’uso comune.

Le immagini apparentemente organiche si trasformano in un qualcosa di sintetico, nascendo appunto dall’incontro tra linee fluorescenti e oggetti domestici, visibile nella serie Phoenix. Punto di partenza per l’artista è la libera gestualità pittorica, ma il tutto segue precisi calcoli e studi dettagliati. Siamo davanti a opere costruite con attenzione e precisione: le immagini che l’artista produce sin dal 2000, hanno una composizione strutturale basata sul collage che allo stesso tempo Berresheim rende pittorica. Da qui la difficoltà di interpretarle e definirle, perché sono conseguenza di una scelta consapevole legata ad un programmatico ermetismo filosofico.

Come afferma l’artista “sono consapevole che con quelle immagini sono entrato in un sistema di classificazione che è definito gesto astratto. Ma spero di riuscire a presentare immagini che possano esser lette come lavori astratti e allo stesso tempo figurativi (come conglomerati di capelli e fili). In questo caso abbiamo a che fare con lavori astratti che possono essere manipolati in ogni dettaglio. Perché tutte quelle linee e figure non sono segni bensì figurazioni e considerandole più pittoriche diventano un commento sul mito della pittura”. Berresheim attaverso i suoi lavori, ha la capacità di trasportare lo spettatore in complessi mondi contemporanei.

tiziana leopizzi

mostra visitata il 26 maggio 2011

dal 26/05 al 22/07/2001


Tim Berresheim – Tropical Dancer (Seeing is believing) 2007-2011


Cardi Black Box


Corso di Porta Nuova 38, 20124 Milano


Orari: da lunedì al sabato, 10-19


Ufficio stampa: Paola Manfredi


Info: 0245478189 , +39 0245478120 (fax), gallery@cardiblackbox.com, www.cardiblackbox.com

[exibart]

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