Categorie: milano

fino al 23.XI.2003 | Il colore di Benozzo Gozzoli – Due predelle della Pinacoteca di Brera | Milano, Pinacoteca di Brera

di - 10 Settembre 2003

Quel Benozzo Gozzoli (Benozzo di Lese, Firenze 1420 ca. – Pistoia 1497), pittore dall’incerta fortuna critica, stroncato da Vasari e Longhi (che lo definì autore di cartoni colorati ), amato dai preraffaelliti. Di recente la critica ha elaborato un giudizio più equilibrato, che gli assegna un posto di rilievo nel quattrocento fiorentino, pur ammettendo che il pregio di Gozzoli non va cercato nella modernità (secondo l’esempio di Masaccio) della sua pittura, ma nell’eleganza narrativa e nella ricchezza d’inventiva.
La sua vita attraversa uno dei secoli più stimolanti, che si apre con gli eleganti linearismi del gotico internazionale e termina con l’esaltazione dei valori plastici e della prospettiva razionale. Benozzo è figura di transizione, accoglie i princìpi della raffigurazione prospettica, ma affida il plasticisimo delle figure ai giochi di luce e di riflessi che movimentano le pieghe degli abiti, piuttosto che ad una solida struttura anatomica; l’eleganza della linea e l’attenzione minuziosa per i dettagli guardano ancora al gotico cortese.
San Domenico resuscita Napoleone Orsini proviene dalla predella della Pala della Purificazione commissionata nel 1461. E’ un saggio dell’abilità di Gozzoli, che riesce anche nel piccolo formato a non “perdere nulla della sua freschezza narrativa” (Fiorio). Al centro tre donne sedute e un gruppo di prelati assistono al miracolo di San Domenico, che resuscita il piccolo Napoleone; l’antefatto è narrato in secondo piano, dove il bimbo giace senza vita, ucciso da un cavallo imbizzarrito. Uno spazio architettonico costruito prospetticamente funge da elemento di raccordo dei due episodi, incorniciati dal transetto di una chiesa gotica e da un portico che ricorda il brunelleschiano Spedale degli Innocenti .
Mencarelli invita ad ammirare l’abile definizione dei dettagli, nonostante il formato ridotto della tavola (Gozzoli fu anche miniaturista): l’elaborata acconciatura di una delle donne, la trasparenza dei veli, la volontà di arrivare ad una fisionomia individuale (che potrebbe derivare a Benozzo dall’incontro con la pittura fiamminga). I colori sono ariosi e brillanti, accesi da rossi luminosi, l’atmosfera è quella di una magica narrazione, anche se il racconto ha un drammatico inizio. E’ uno dei limiti di Gozzoli quello di non farsi convincente interprete dei moti dell’animo, egli “non ritiene di dedicare particolare attenzione alla gestualità e alla mimica dei suoi personaggi, attori sempre serenamente, ma anche un po’ distaccatamente protagonisti” (Mencarelli).
Analoga osservazione per il Cristo in pietà tra la Vergine e San Giovanni Evangelista, databile al settimo decennio del quattrocento. Di incerta provenienza (il saggio in catalogo di Di Lorenzo formula una convincente ipotesi), rappresenta il frammento centrale di una predella a scomparto continuo. La composizione è semplice e raffinata (si noti l’oro delle aureole e del manto della Madonna, il minuzioso fregio del sarcofago), le tre figure si delineano su uno sfondo nel quale si intravede un paesaggio, molto danneggiato da precedenti tentativi di pulitura. Il dolore e l’angoscia di Maria e di Giovanni non traspaiono dall’immagine che Gozzoli ci propone, nella quale prevalgono gesti aggraziati e composti (la testa di Cristo gentilmente reclinata da un lato).
E’ questo il retaggio più ‘trecentesco’ dell’opera di Gozzoli, manca a Benozzo la scoperta dell’uomo come figura centrale della storia, con le sue passioni e i suoi dolori.

articoli correlati
La mostra di Montefalco: Benozzo allievo a Roma, maestro in Umbria
Il restauro del ciclo gozzoliano di San Francesco a Montefalco
Brera mai vista: il Rinascimento a Camerino
Masaccio e le origini del Rinascimento
L’umanità severa e solida di Masaccio
link correlati
Il sito della mostra di Montefalco

antonella bicci
visitata il 29 luglio 2003


Brera mai vista: Il colore di Benozzo Gozzoli. Due predelle della Pinacoteca di Brera
Dal 26/06/2003 al 23/11/2003
Pinacoteca di Brera Sala XXIV, Via Brera 28, Milano –
Informazioni e prenotazioni: 02. 89421146
Ufficio Stampa elestamp@mondadori.it
Ingresso: intero euro 5 (compreso Pinacoteca); ridotto euro 2,50
Orari: da martedì a domenica 8.30/19.15; la biglietteria chiude 45 minuti prima; chiuso lunedì
Catalogo: Electa euro 6,20


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Zhang Chaoyin, l’Himalaya non è mai stato tanto vicino

Fino al 15 maggio l'Edificio B12 della Manifattura Tabacchi ospita la mostra del fotografo Zhang Chaoyin, con sessanta opere sull’Himalaya,…

13 Aprile 2026 0:02
  • Progetti e iniziative

Nuova direzione e nuovi progetti per Casa degli Artisti a Milano: intervista a Giulia Restifo

Casa degli Artisti entra in una nuova fase con una guida rinnovata: residenze multidisciplinari, collaborazioni con istituzioni milanesi e reti…

12 Aprile 2026 19:30
  • Arte contemporanea

Reportage dalla Biennale di Sydney: pratiche della memoria in una mostra diffusa

Il progetto curatoriale mette al centro memoria e trasmissione, articolandosi in una pluralità di contesti che arricchiscono il racconto ma…

12 Aprile 2026 17:00
  • Mercato

Il Ponte Casa d’Aste inaugura un dipartimento dedicato al fumetto

Continua la corsa della Comic Art sul mercato internazionale. Così Millon e Il Ponte Casa d'Aste curano una vendita dedicata…

12 Aprile 2026 16:52
  • Arte contemporanea

Sidival Fila in dialogo con Raffaello all’Ambrosiana di Milano

Nella Sala del Cartone dell’Ambrosiana, l’intervento di Sidival Fila si affianca al celebre cartone della Scuola di Atene, attivando un…

12 Aprile 2026 16:00
  • Arte contemporanea

L’opera che non doveva esistere. Omaggio all’America Latina tra storia e riattivazione

Ritirata, esclusa dal catalogo, privata dei nomi: “Omaggio all’America Latina” di Cavaliere e Scanavino riemerge a Milano insieme alla performance…

12 Aprile 2026 15:00