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Fino al 25.XI.2016 | Vincenzo Cabiati, Rich Bitch | ASSAB ONE, Milano

di - 23 Novembre 2016
È l’ultima settimana per visitare da ASSAB ONE a Milano, a cura di Michela Eremiti, la mostra di Vincenzo Cabiati. Occasione da non perdere per camminare tra gli spazi industriali dismessi e lasciarsi stupire da un percorso sereno e puntuale che racconta ad oggi la storia di un artista attivo dalla fine degli anni Ottanta. Pittura, disegno, acquarello, fotografia, bronzo, creta, neon, stoffa e soprattutto ceramica policroma sono i materiali che si dispiegano per mettere in scena un nucleo di lavori rilevanti per la capacità di esprimere, in autonomia, valori e ricerche che raccontano un percorso ricco di riferimenti e lungo oltre vent’anni. Poche e puntuali le parole dell’artista che, in occasione dell’opening, sceglie di non sovrapporre la sua voce al lavoro sulla materia, molti gli artisti compagni di strada che, nella Milano che va dall’esperienza condivisa in Via Lazzaro Palazzi a oggi, si aggirano tra le opere di Cabiati riconoscendone evocazione e storia così come struttura e poetica che sono di volta in volta rinnovate.

La mostra, dall’irriverente titolo “Rich Bitch”, grazie ad un’accurata selezione di lavori e a un sistema di allestimento che reagisce ai nostri spostamenti svelando man mano le opere, garantisce al visitatore una concentrazione intorno al dispiegarsi stesso della ricerca di Cabiati. Ciò che si rivela è un’attitudine riflessiva ed elaborativa che restituisce nell’intera esposizione il formato di un film misterioso nel quale ogni opera diventa una sequenza fluttuante e inaspettata per mettere in scena nuovi personaggi.  In questa logica sequenza e inquadratura sono le strutture dell’esposizione che prende avvio da una grande parete, una sorta di quadreria impazzita o quaderno di appunti che raccoglie opere di anni diversi. Nella qualità del segno e nella molteplicità dei riferimenti, a volte espliciti a volte nascosti, siamo introdotti in un copione complesso di cui le opere tridimensionali, che incontreremo poi muovendoci negli spazi, sono le scene che animano la trama e danno la concretezza di una storia continua.
Caratteristica forse principale di questa mostra è, infatti, l’opportunità che offre ai visitatori: percorrerla registrandone l’andamento filmico e fluttuante delle scene oppure muoversi nello spazio osservando singolarmente le opere e registrandone l’autonomia formale e poetica posseduta da ciascuna. La stessa duplicità che risiede nella pratica di Vincenzo Cabiati e ne costruisce forza, originalità e determinazione: nessun obbligo di spiegare i nessi, precisi e complessi, tra la ricerca intellettuale e quella formale, tra il segno della matita e l’impronta sulla ceramica, tra la fotografia in bianco e nero e le pieghe del bronzo, tra le opere e la storia dell’arte. Da ciò emerge anche la straordinaria capacità di Cabiati nel dare energia sensibile alla materia, dalla carta al bronzo per arrivare alla ceramica policroma che diventa materia traslucida in grado di garantire voce e movimento ai suoi misteriosi personaggi. Come nella Principessa liquida che chiude, immersa nel rosa, la mostra.
Paola Tognon
mostra visitata il 24 ottobre
Dal 25 ottobre al 25 novembre 2016
Vincenzo Cabiati, Rich Bitch
ASSAB ONE,
Via Privata Assab, 1, 20132 Milano
Orari: da martedì a venerdì, dalle 15 alle 18 e su appuntamento
Info: www.assab-one.org

Laureata e specializzata in storia dell’arte, docente, critica e curatrice. Mi interessa leggere, guardare, scrivere e viaggiare, fare talent scout, ascoltare gli artisti che si raccontano, seguire progetti e mostre, visitare musei e spazi alternativi, intrecciare le discipline e le generazioni, raggiungere missions impossible. Fondo e dirigo Contemporary Locus.

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