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Fino al 26.I.2002 | Esko Männikkö | Milano, Galleria De Cardenas

di - 5 Dicembre 2001

Dalle immagini della Finlandia a quelle negli U.S.A, siamo invitati a confrontarci con altre realtà e con i diversi significati che vengono dati alle cose che fanno parte della vita quotidiana. Le persone e gli oggetti ci fanno ricostruire la vita del nord tra gli interni caldi delle case in legno colorato e l’ambiente freddo dell’esterno che mette alla prova la resistenza fisica e psicologica.
Le particolari cornici scelte accuratamente per ogni immagine, regalano un valore aggiunto che cattura l’attenzione. Lasciate sotto la pioggia o sotto il sole per giorni, ogni cornice è diversa dalle altre. L’impressione data è che siano vecchie e che abbiano una storia tutta loro, come le persone ritratte nelle immagini con i loro stivaloni di gomma e i cappelli rossi da folletto. Al centro di una delle sale si trovano, sollevati in aria, quattro pannelli fotografici collegati tra loro in modo da formare un cerchio irregolare, entro il quale bisogna entrare. I quattro pannelli mostrano una visione a 360° del porto di Helsinki, capace di circondarti come se fossi realmente là. La percezione di ciò che si vede non è fredda, ma molto coinvolgente: i pannelli non sono piatti, ma rientranti o sporgenti a seconda degli elementi presenti nell’immagine.
Nel 1996-1998 Männikkö viene invitato a lavorare negli U.S.A e raccoglie una serie di immagini di un paese chiamato Batesville al confine tra Texas e Messico. Un universo nasce quando uno spazio è tagliato in due: solamente dalla discontinuità si può capire l’essenza di un luogo e Batesville è un paese tagliato in due, tra un suolo texano e molti abitanti messicani. Männikkö avverte la necessità di costruirsi un’identità, un’esistenza autonoma, e lo ribattezza con il termine sincopato Mexas. In un’altra sala si trova la selezione di un ciclo di fotografie chiamato Organized Freedom, dove le immagini di alcune porte di case abbandonate, sembrano invitarci ad andare al di là dell’apparente desolazione per immaginarci il vissuto di quelle tracce di passaggio umano. Nel lavoro più recente, sono ritratti gli “stranieri” che risiedono in Finlandia, pronti a sperimentare nuovi ruoli in un ambiente lontano da quello nativo. In questo modo, la riflessione sugli abitanti originari finlandesi viene dilatata verso una dimensione nella quale anche gli stranieri possono trovare il loro posto.

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Galleria De Cardenas

Cristina Oriani


Galleria Monica De Cardenas
Via Francesco Viganò 4, tel. 02/29010068, fax 29005784
Orario: da mart. a sab. 15-19
e-mail: monica@decardenas.com


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