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Fino al 26.V.2017 | 1+1+1 Bijoy Jain+ George Sowden+Chung Eun Mo | Assab One, Milano

di - 27 Aprile 2017
Da Assab one a Milano, spazio espositivo dal 2002 ricavato da ex nota stamperia Gea (Grafiche Editoriali Ambrosiane), situata nell’omonima via, nei dintorni dia via Padova, tra le zone più multietniche della city lombarda dallo spirito europeo per vocazione attitudinale, è il simbolo di un possibile luogo di incontro di progetti condivisi e partecipati, di culture, esperienze e relazioni trasversali. In concomitanza con il MiArt, la fiera di arte contemporanea, artweek e il Salone del mobile, l’Assab include la mostra progettata dalla padrona di casa Elena Quarestani  “1+1+1”  a cura di  Marco Sammicheli a sei mani, “strumenti” che danno forma a idee prodotte dalla mente.
Tre gli autori di un progetto trasversale all’insegna dello sconfinamento tra i linguaggi di Bijoy Jain, architetto indiano, Chug Eyn Mo, pittrice coreana e George Sowden, designer inglese, accomunati da una volontà progettuale site specific in un luogo dall’energia prorompente, capace di attivare cortocircuiti visivi e cognitivi insieme, dove lo spazio di relazioni  di scambio tra discipline diverse sono protagonisti. Cominciamo l’incursione nella pluralità inventiva degli interventi di architettura, pittura e design, da Water, Air, Light di Bijoi Jain (1965), architetto dalla sensibilità poetica interessato dal potenziale espressivo dei materiali “poveri” che ha collezionato premi internazionali e ha partecipato alla Biennale di architettura di Venezia (2010-2016).
Le sue strutture precarie, vulnerabili soggette alle oscillazioni del tempo, all’instabilità climatica, leggere come l’aria, fluide come l’acqua e luminose come i colori indiani che avrebbero affascinato Melotti e Calvino, incarnano e incantano per nuove prospettive costruttive  in cui i materiali semplici, anche di scarto determinano nuovi volumi, superfici, forme e colori, relazioni spaziali e ambientazioni visionarie  suggerite dall’ex edificio industriale così carico di segni, evocazioni e di vissuti, dove lo spettatore si relaziona con l’opera  work in progress adattata al luogo. Nella grande sala Marinoni dell’ex fabbrica, ipnotizzano lo sguardo le prospettive geometriche pittoriche rappresentate come forma simbolica ed emozionale dello spazio di Chung Eun Mo (1946), con Shapes and Shades: una combinazione di dipinti e murales incastonati anche tra i pilastri dell’edificio davvero unica che investigano il potenziale costruttivo della pittura, della luce e presenta forme tridimensionali su una superficie bidimensionale in modo sorprendente, da vedere più che da raccontare. Le sue squadrature delle pareti, impaginano lo spazio e queste prospettive immaginarie avrebbero entusiasmato Leon Battista Alberti, Pacioli, Le Corbusier e Joseph Albers. Colpisce la sua particolare predisposizione ad evidenziare profondità spaziali inusuali date dalla tonalità, luminosità, saturazione del colore vibrante.
George Sowden (1942), designer tra i fondatori di Memphis che vive a Milano dal 1970, dove ha iniziato la carriera progettuale prima nello studio di Ettore Sottsass, poi per l’Olivetti, l’azienda per la quale ha creato diversi  prodotti, tra cui il fax OFX420, invenzione per cui ha ricevuto il Compasso d’Oro  nel 1991. L’autore con The Heart of the matter: grandi  “arazzi-sculture” parietali realizzati con oggetti  da lui disegnati, inclusi  pattern ideati  per il tessile  e decorazioni delle ceramiche  simili a  tessere mosaicali, scombinando e ricomponendo  ogni singolo pezzo e  riposizionando piattini, tazze e altri prodotti industriali decontestualizzati.  Le sue texture cromatiche dai colori pop di segno astratto geometrico dall’immediato e seducente appeal decorativo in bilico tra  grafismi optical art e minimalismo giocano sull’alterazione percettiva dello spettatore producono una sinestesia involontaria e  sembrano far vibrare lo spazio: un fenomeno che accade e non s’inventa e all’Assab one  nulla è come sembra e tutto è da ri-vedere.

Jacqueline Ceresoli
mostra visitata il 27 marzo
Dal 27 marzo al 26 maggio 2017
1+1+1 Bijoy Jain+ George Sowden+Chung Eun Mo
Assab one
ex stabilimento Gea , via Assab 1, Milano
Orari: dal martedì al venerdì, dalle 15:00 alle 18:30
Info: www.assab-one.org info@assab-one.org

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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