“Non vuole essere un’esposizione di arte fotografica (io non sono ancora un fotografo) ma solo la testimonianza parziale e casuale di una ripresa cinematografica”.
E’ ciò che scrive Pedro Almodovar in un breve testo di supporto al materiale esposto nella sua prima mostra fotografica.
Fino al 28 Luglio la libreria Fnac di Milano ospita, infatti, una mostra di foto scattate dal regista sul set del suo ultimo film “Parla con lei”.
Pedro Almodovar pur non definendosi un fotografo, cosa sottolineata più volte nel suo breve testo introduttivo alla mostra, predilige il mezzo fotografico quale strumento di supporto al proprio lavoro ritenendolo spesso preferibile alla telecamera o alla scrittura.
Secondo il regista il fatto di scattare immagini di tutti i momenti di lavorazione di un film assume diverse funzioni e significati: le foto costituiscono utili appunti e promemoria per tutti coloro che lavorano alla produzione del film (costumisti, truccatori, scenografi, ecc.); le foto cercano di captare le diverse fasi di crescita di un film; le foto sono di supporto alla memoria stessa del regista e del suo occhio e costituiscono un punto di vista unico.
E’ proprio questa una delle impressioni suscitate dalla visita alla mostra: avere a che fare con immagini selezionate da un punto di vista “altro” rispetto a quello
E’ altresì interessante confrontarsi con dettagli inaspettati e “retroscena” insospettabili, cosa peraltro possibile e incisiva grazie al mezzo fotografico. Ciò avviene ad esempio in numerose immagini in cui oltre agli attori ed alle scene del film vengono impressionati dalla pellicola alcuni dettagli delle scenografie e dell’ambiente di lavorazione del film nella sua globalità.
Per godere appieno dell’esposizione forse è bene farle precedere la visione del film altrettanto ben fatto e accattivante; al tempo stesso la mostra costituisce una validissima e piacevolissima “aggiunta” nonché un validissimo aiuto alla comprensione stessa di alcuni aspetti “sommersi” di “Parla con lei ”.
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