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fino al 29.I.2006 | Maestri della scultura in legno nel ducato degli Sforza | Milano, Castello Sforzesco

di - 22 Novembre 2005

La presentazione più completa e puntuale che si possa scrivere della mostra oggi al Castello Sforzesco è rappresentata dal testo introduttivo firmato dal curatore Giovanni Romano in catalogo. Seguiamo allora volentieri le parole di quello che, a buon diritto, può autodefinirsi il “padre nobile, sulla gran scena della scultura lignea lombarda”.
La mostra si divide in tre sezioni che corrispondono a tre gruppi significativi di opere “che ruotano intorno al lungo tramonto del gotico in Lombardia, al radicale rinnovamento stilistico nell’ultimo quarto del Quattrocento e al trionfo della ‘maniera moderna’ alla soglia del Cinquecento”. Il primo atto, curato da Francesca Tasso, focalizza l’attenzione sul cantiere internazionale del duomo e cerca di render conto delle conseguenze dello spostamento del baricentro culturale da Pavia, sede della corte di Galeazzo II e di Bianca Savoia, a Milano. L’interno della goticissima macchina del duomo doveva rilucere molto più degli ori del gotico lombardo di quanto il marmo ricamato in età borromaica lasci immaginare. L’abside, ad esempio, doveva essere in rame sbalzato, come testimonia la chiave di volta con il Dio Padre, opera di Beltramino de Zuttis, protagonista dell’oreficeria milanese del primo Quattrocento, che apre l’esposizione. Sicuramente non mancavano realizzazioni in legno e accanto al de Zuttis sono diverse le figure di intagliatori e scultori di cui abbiamo memoria. Su tutte emergono alcune famiglie di scultori in legno come quelle dei pavesi Da Surso, che “sostengono per oltre settant’anni le ragioni della cedevole eleganza tardogotica” e dei Lupi, Baldino e Bongiovanni.
Il secondo atto, diretto da Raffaele Casciaro, vede entrare in scena la famiglia degli scultori e pittori De Donati, i quali, insieme ai del Maino -protagonisti del terzo atto a cura di Marco Albertario- costituiscono il fronte rampante della nuova scultura lignea lombarda. Il capolavoro che segna il passaggio a questa modernità è l’altare di Santa Maria del Monte a Varese, rappresentato in mostra dai due rilievi con l’Andata al Calvario e la Deposizione di Cristo. Di lì a poco, l’incantato mondo tardo gotico, duro a sfiorire in Lombardia, si schianterà contro le innovazioni portate in Lombardia da Bramante e Leonardo. Se nella prima metà del secolo erano le evanescenti figure della grafica di Michelino da Besozzo a dominare in pittura, in scultura e nelle numerose opere in metallo sbalzato, e in mostra non mancano esempi e confronti sia con disegni di Michelino che con oggetti della migliore oreficeria come il Reliquiario degli Innocenti di S. Ambrogio, nella seconda metà del secolo saranno le invenzioni iconografiche derivate dalla diffusione delle stampe di Mantegna a dar la stura a nuove invenzioni, assieme alle interpretazioni bramantesche del “foglio inciso da Bernardo Prevedari”.
Due occasioni uniche sono rappresentate dalla possibilità di vedere per la prima volta riunite le incantevoli storie di S. Pietro Martire dei De Donati, disperse in vari musei, e di veder un’opera tanto significativa per comprendere i rapporti e gli scambi tra scultura in legno e pittura come l’Altare della Pietà di Orselina, opera dei De Donati e di un pittore leonardesco. Sopratutto nella sua nuova sistemazione, che estraendo il corpo centrale con il Compianto dall’ancona, rialzata come doveva essere in originale, ridona alle figure e a tutta la composizione un respiro capace di farci comprendere l’intensa teatralità che doveva stare alla genesi di queste opere.

stefano bruzzese
mostra visitata il 25 ottobre 2005


Maestri della scultura in legno nel ducato degli Sforza
Milano, Castello Sforzesco, Sale Viscontee
Orari: 9.00 – 17.30 da martedì a domenica – Lunedì chiuso
Ingressi: € 7,00 intero – € 6,00 ridotto per maggiori di 65 anni, gruppi di minimo 15 persone, titolari di apposite convenzioni e coupon, dipendenti della Regione Lombardia con badge aziendale, studenti universitari e di Accademie di Belle Arti – € 4,00 ridotto per minori di 18 anni, classi di scuole elementari, medie e superiori – gratuito per minori di 6 anni, disabili e accompagnatori di disabili, due insegnanti accompagnatori per classe, guide professionali accompagnatori di gruppi, giornalisti con tesserino, membri ICOM
Catalogo Silvana Editoriale – Informazioni: 02.43353522


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