Il 9 maggio scorso si è inaugurata al Museo Teatrale alla Scala la mostra sui bozzetti scenografici di Giacomo Balla: a cura di Ada Masoero. Le opere provengono dalle figlie dell’artista, Luce e Felice.
In quell’occasione, il direttore del Museo Teatrale Vittorio Pessina ed il presidente Matteo Sartorio hanno presentato il famoso e bellissimo bozzetto di Balla Feu d’Artifice, fantasia per orchestra. Opera n. 4, realizzato per l’omonimo balletto di Stravinskij, messo in scena il 12 aprile del 1917 al Teatro Costanzi di Roma.
La rassegna milanese permette di vedere la ricostruzione dell’entusiasmante scenografia di Balla, realizzata dall’artista Elio Marcheggiani.
L’opera rappresenta il simbolo delle scenografie d’avanguardia per il teatro degli anni ‘10-‘30, per cui la simbiosi di luci (elettriche), colori ed architettura costituivano la scena stessa senza la necessità della presenza dell’attore. Tutti questi elementi, insieme alla musica, erano gestiti da una perfetta sincronia, interprete delle teorie marinettiane sul teatro futurista, come si evince dal Manifesto del teatro futurista sintetico, 11 gennaio 1915, sottoscritto da Enrico Settimelli e Bruno Corra. La ricerca dinamica dello spazio è ben visibile nei numerosi studi che costituiscono il corpus del progetto della scenografia (Feu d’artifice, progetti esecutivi per le forme della scenografia, matite su carta, misure varie, 181-34).
La luce è un elemento fondamentale perché esalta la dinamica geometrica delle forme ed è protagonista della scena grazie alle teorie della Luce psicologicha di Ricciardi. Il futurismo con il suo concetto di sintesi e simultaneità permetteva l’avvicendarsi di più situazioni ed azioni (sceniche) contemporaneamente. L’effetto della sorpresa è il filo conduttore di questa esperienza teatrale per cui il coinvolgimento dello spettatore ha un maggiore impatto sulla fruizione dell’opera stessa rispetto alla tecnologia utilizzata per la sua realizzazione.
Alcune delle opere esposte consentono di comprendere la tipologia delle scenografie al livello progettuale come studi preparatori da ammirare come vere e proprie opere figurative. Un esempio sono: Bozzetto per balletto futurista, olio su tela, cm 22×33, Balletto futurista, 1925 e Feu d’artifice, bozzetto di un particolare della scena, olio su carta, cm 35×50.
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