Fusion è il secondo video di Ingeborg Lüscher. Il primo Fei-Ya! Fei-Ya! Fly, Fly (Our Chinese Friends) è stato presentato per la prima volta alla 78° Biennale di Venezia nel ’99 ed è firmato con il nome cinese dell’artista, Ying-bo. Fusion esprime anche un’idea centrale nei rapporti tra opere e composizione dello spazio espositivo. E’ una modalità espressiva della poetica della Lüscher volta a ricercare i possibili punti di contatto con le variabili ambientali. L’artista utilizza il tridimensionale e il bidimensionale – due installazioni, quasi 100 fotogrammi, oltre ad un video – componendo un piano espositivo in cui le diverse arti utilizzate si spiegano in relazione con gli spazi architettonici – le grandi pareti bianche dell’Art Center – e con le variazioni delle fonti luminose. Fusion usa le variabili spazio-ambientali come elementi di decifrazione dei contenuti delle opere.
Fusion si apre e si chiude su un pezzo di Ricky Martin, Vivi la vida loca. Tema di fondo una partita a foot-ball tra giocatori di due importanti squadre svizzere, i “Grasshoppers” di Zurigo e “F. C. di San Gallo”. Gli uomini in campo sono vestiti come manager e indossano completi Trussardi. Unici elementi che li distinguono i diversi colori degli abiti, blu e grigio, e l’uso delle tradizionali scarpette chiodate. Le immagini ironizzano sui movimenti dei corpi, che risultano appesantiti e gravi. Uno speaker lancia commenti alla partita, sorpreso dall’evolversi incontrollato delle azioni in campo e di un gioco che si fa sempre più senza regole. Il video è un crescendo di situazioni che improvvisamente cambiano. L’artista interviene con immagini nuove, soppiantando le precedenti e cambiando radicalmente le visuali. Un lampo di camera trasforma il pallone in un telefonino, la palla in rete diventa un pc portatile, un rigore trasforma il pallone in tanti piccoli fogli di carta oppure in una valigetta 24 ore. Ad un certo punto gli imprevisti e i falli si sostituiscono del tutto alle tradizionali regole della partita, al punto che non si sa più distinguere chi attacca e chi difende; la partita si conclude sul 3-2, ma non si sa perché e per chi.
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Tullio Pacifici
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