Categorie: milano

fino al 30.III.2010 | Raphaël Zarka | Milano, Centre Culturel Français

di - 25 Marzo 2010

E
così ci siamo arrivati, di nuovo. La mistica semiotica dell’arte che si era
divertita quasi cinquant’anni fa a fare proprio il linguaggio pubblicitario –
con i vari Liechtenstein e Warhol – e, ormai
trent’anni fa, a rinnovare spazi, segni e supporti seguendo la sub(way)-culture
di Haring e Basquiat, scende oggi nelle piste
metropolitane proprie degli skater per assimilarne stimoli e visioni. E,
in maniera analoga a quanto accaduto con gli illustri predecessori – pur con le
debite differenze e rispettando gli ordini di grandezza -, anche Raphaël Zarka (Montpellier, 1977; vive a Parigi) applica
una patina di leggera immediatezza a una riflessione formale e concettuale di
studiata e calibrata profondità.
Storico
e teorico dello skateboarding, Zarka riconosce in uno dei suoi
saggi sull’argomento come questa disciplina abbia “modellato lo sguardo di
chi la pratica
”. Ecco dunque che quello sguardo, quello specifico
costrutto formale, diventa un filtro inedito; una lente imprevista attraverso
la quale leggere l’universo sensibile.

Il
lavoro di Zarka in mostra a Milano si snoda allora lungo due binari paralleli,
entrambi stesi nel tentativo di congiungere riferimenti alti e cultura pop. Da un lato
abbiamo la bizantina, maniacale indagine sul rombocubottaedro, poliedro
derivato dagli studi di Leonardo e Luca Pacioli, inseguito
da Zarka attraverso i secoli fino alla documentazione dei lavori per la recente
faraonica Biblioteca Nazionale di Minsk, progettata proprio secondo questa
forma; una ricerca significata da video, immagini, composizioni, ready made e object
trouvé
, un lavoro di compilazione visuale “casuale” che testimonia la
presenza discreta di forme non comuni all’interno del nostro panorama culturale.
Se qui abbiamo la consegna del riferimento alto al contesto basso, sull’altro
binario procediamo in direzione opposta: con la poetica della cultura bassa, propria
della comunità degli skater, gonfiata verso l’assimilazione con
il riferimento alto.

Così
la scoperta – ancora una volta casuale e pertanto, a questo punto, scientemente
calcolata – di forme libere nello spazio, sculture in cemento a volte
addirittura involontarie, diventa occasione di analisi sull’essenza e la
funzione delle forme stesse, lette attraverso l’occhio meccanicistico dello skater,
che interpreta curve e linee nei loro rapporti dinamici.
Zarka
consegna agli atleti della tavola sculture urbane, piazze, cisterne abbandonate
e ne registra le interpretazioni. Il risultato, sorprendente, è di indicibile
armonia e completa frattura con l’usuale orizzonte delle cose. Quasi lo skater
sapesse diventare, in modo naturale, il quarto lato del triangolo, il
quinto del quadrato, e così via.

articoli correlati
Curatori
italiani per dar l’idea di Francia
Gli
skater di Ari Marcopoulos
Skateboard
su carta

francesco sala
mostra visitata il 16 marzo 2010


dal 20 gennaio al 30 marzo 2010
Raphaël Zarka – Rhombus Sectus
a cura di Marcello Smarrelli
Centre Culturel Français – Palazzo delle
Stelline
Corso Magenta, 63 – 20123 Milano
Orario: da
martedì a sabato ore 15-19
Ingresso libero
Catalogo disponibile
Info: tel. +39 024859191; fax +39 0248591952;
www.lecentreculturelfrancaisdemilan.it

[exibart]


Articoli recenti

  • Fumetti e illustrazione

Il ritratto fotografico ritoccato ad arte: la mostra alla Galleria Nuages di Milano

Il ritratto fotografico incontra l’illustrazione, in questa originale mostra alla Galleria Nuages di Milano: 26 artisti reinterpretano gli scatti di…

26 Marzo 2026 10:30
  • Archeologia

Nella Necropoli di Luxor sono stati scoperti 22 sarcofagi con mummie e iscrizioni

Nuova scoperta nella necropoli tebana di Luxor: tornano alla luce 22 sarcofagi con mummie e iscrizioni e papiri che offrono…

26 Marzo 2026 9:30
  • exibart.prize

exibart prize incontra Paolo di Giosia

Ricordo, memoria, racconto, emozione, poesia, dettagli… sono gli elementi che da sempre contraddistinguono la mia fotografia

26 Marzo 2026 8:58
  • Progetti e iniziative

Venice Gallery Weekend: la città si riattiva tra mostre, colazioni e case private

Tre giorni, tre sestieri, una costellazione di gallerie: il Venice Gallery Weekend torna a mettere in rete la scena cittadina,…

26 Marzo 2026 0:02
  • Mercato

Inizia Art Basel Hong Kong 2026

240 gallerie da 41 Paesi, tra nomi emergenti e giganti blue-chip, raccontano a Hong Kong il panorama dell’arte contemporanea internazionale.…

25 Marzo 2026 20:24
  • Arte contemporanea

Caso Sudafrica alla Biennale: niente padiglione ma Goliath espone lo stesso

Il Padiglione Sudafrica alla 61ma Biennale d'Arte di Venezia rimarrà chiuso ma l’opera di Gabrielle Goliath, considerata divisiva per il…

25 Marzo 2026 16:30