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fino al 30.IV.2003 | Granular Synthesis – Lux | Milano, Galleria Lia Rumma

di - 1 Aprile 2003

Condividere le installazioni di Granular Synthesis (Kurt Hentschläger – Ulf Langheinrich, attivi in Austria dal 1991) significa vivere degli ambienti che presuppongono una fruizione disponibile ad incamerare nuove esperienze; vuol dire sospendere momentaneamente la griglia razionalizzante, che normalmente organizza ciò che si vede e si sente, per privilegiare “l’esperienza” a scapito della “comprensione”. Il nome della coppia austriaca deriva da un procedimento di scomposizione della materia sonora detto sintesi granulare (le cui prime teorizzazioni risalgono alla fine degli anni ’40): la riduzione del suono alle sue unità prime e inscindibili dette grain o “corpuscoli di suono” e la conseguente riorganizzazione in strutture definite. Le problematiche affrontate nel corso degli anni ’90 da Granular Synthesis , hanno indagato la dialettica dell’incontro/scontro tra “macchina” e uomo progettando spazi disturbanti, “campi di forze” ostici e devianti, hanno pensato alla realizzazione di interfacce/software in grado di controllare la fruizione dei loro ambienti.
Lux il progetto site specific, presentato da Lia Rumma, consiste in un’installazione audio/visiva che traduce i segnali sonori in immagini. L’ingresso della galleria è occupato da un breve sbarramento labirintico oltre il quale una proiezione alterna macchie dai cromatismi algidi a geometrie astratte appena accennate, a ossessivi lampi di luce, che reagiscono per circa venti minuti ad una sequenza di microsuoni e rumori sintetici, sfrigolii e frequenze anomale che si liquefanno in bagni di puro suono. Non c’è dubbio che le immagini e i suoni, in quest’occasione, siano abilmente amalgamati secondo una sorta di drammaturgia e scanditi da una maggiore volontà narrativa che tenta di stimolare i più diversi stati emotivi, aspetti questi che manifestano lo stato attuale della loro ricerca, frutto dell’affinamento di un linguaggio estetico collaudato che rischia, però, di patire dei limiti legati proprio ad una portata meno incisiva nell’impatto generato solitamente dai loro lavori.
Se in occasioni passate gli austriaci si sono manifestati in una brillante e possente efficacia con installazioni realmente immersive (Reset durante l’ultima edizione della Biennale di Venezia o nella clamorosa installazione presentata nel 2000 a Bologna nel corso del festival Netmage ), in questo caso si ha l’impressione che quello che scorre velocemente davanti ai nostri occhi e attraversa sottopelle il nostro corpo, non giunga a stimolare e a scuotere i neuroni. Invece di stravolgere e rendere insidioso lo spazio, la coppia austriaca lo subisce, ne rimane vincolato, dove anche la spazializzazione del suono risulta poco efficace e presente. Si tratta forse di un tentativo riuscito parzialmente di scendere a compromessi con uno spazio espositivo meno malleabile? O si tratta di un gap che rischia di risolversi in una cifra stilistica eccessivamente estetizzante?

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marco altavilla
mostra vista 18 marzo 2003


Granular Synthesis – Lux; Milano, Galleria Lia Rumma, Via Solferino 44
Fino al 30.IV.2003 – Orario: dal martedì al sabato, dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30 – Ingresso libero – Info: Tel.+39.02.29000101, Fax +39.02.29003805, e-mail liarumma@tin.it, www.gallerialiarumma.it


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