E’ il 1926 quando Gino Pollini, Luigi Figini e Giuseppe Terragni fondano con altri studenti della Facoltà di Architettura il Gruppo 7, formazione di impronta razionalistica non priva di contatti con gli ambienti futuristi. Dalle ricerche condotte da questi giovani, ispirate al Bahaus e vicine agli studi di Cercle et Carré e di Abstraction-Création, nasce negli anni Trenta un vero e proprio orizzonte astratto nella ricerca artistica italiana che ha come fulcro la Galleria del Milione e la città di Como, dove sorgono le maggiori realizzazioni dell’architettura razionalistica italiana.
Al lavoro di questi artisti è dedicata la mostra che il Civico Museo Parisi Valle di Maccagno ospita per tutto il periodo estivo. La rassegna, ideata e curata da Luigi Cavadini, fotografa il clima artistico comasco del principio degli anni Quaranta, raccontando anche le esperienze di altri pittori e scultori che, con diversa intensità , si cimentarono nella stessa direzione: Aristide Bianchi, Carla Cattaneo, Alvaro Molteni, Carla Prina e Eligio Torno. Fulcro dell’intero percorso espositivo è la Biennale veneziana del 1942, anno in cui Marinetti, ospitando i comaschi astrattisti nel padiglione futurista su invito dell’architetto torinese Alberto Sartoris, li definì come “una centrale elettrica di imperiosa spiritualità ”. Era per quei tempi una sorta di consacrazione ufficiale per quei tempi.
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Annamaria Sigalotti
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Mostra interessante sull'astrattismo storico quella che il Civico Museo Parise Valle ospita per tutto il periodo estivo. Complimenti alla Commissione Culturale del Museo che ci ha fatto vedere opere degli artisti di quel periodo.