C’è qualcosa di vero nella caustica definizione che della pubblicità diede Marcello Marchesi: commercio dell’anima. Almeno a giudicare dalla grande mostra organizzata dalla Triennale in collaborazione con la Rai nell’ambito delle celebrazioni per i cinquant’anni della televisione italiana.
Un possente amarcord che si articola in due percorsi paralleli, quello storico-didascalico suddiviso in “piazze” e “corridoi” e quello artistico, scandito da nove “stanze” affidate all’interpretazione di altrettanti artisti, tra i quali Stefano Giovannoni, Denis Santachiara, Stalker e la premiata ditta Ciprì e Maresco con la Stanza degli affetti e dei sentimenti, una video-installazione che, in mezzo alla degradata immobilità di personaggi alla Cinico Tv mostra, su un piccolo schermo, le immagini soavi della famigliola pubblicitaria standard.
All’ingresso sono esposti i primi modelli di televisore realizzati in Italia –tra artigianato e design- da Giovanni Sacchi e Marco Zanuso, e, sull’onda dell’inevitabile Carosello, tutta la mostra è un continuo echeggiare e sovrapporsi di musiche, parole e immagini che hanno il potere di risvegliare in un attimo sensazioni sepolte da anni. Ci sono i deliziosi cartoons dei primi anni, da Calimero a Cocco Bill, i disegni dal tratto inconfondibile di Erberto Carboni e i volti di grandi attori come Vittorio Gassman e Gino Cervi che, con un’eleganza ormai sconosciuta, “consigliavano” al pubblico prodotti dai nomi curiosi caduti oggi nell’oblio. Su tutto, la “nostalgia di quando la
Concludono l’itinerario una sorta di archivio fruibile di vecchi spot, e –dulcis in fundo- un’irresistibile antologia di parodie che la tv ha dedicato alla pubblicità, da Raimondo Vianello a Corrado Guzzanti.
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Volevo segnalare agli appassionati un sito dedicato agli spot televisivi, da cui si possono anche scaricare. http://www.lostspot.cjb.net