Categorie: milano

fino al 31.X.2009 | George Condo | Milano, Massimo De Carlo

di - 5 Ottobre 2009
Nei lavori di George Condo (Concord, New Hampshire, 1957;
vive a New York) non c’è nulla da ridere. Guai a chi lo definisce comico. Guai
a chi lo ritiene grottesco, sardonico, sarcastico o più banalmente ironico.
George Condo non è semplicemente un aggettivo. È un ossesso. Un compulsivo
visionario, un allucinato da ispirazione. Un artista di quelli che non può
fermare la materia che precede (né quel che ne consegue) le trasformazioni
estetiche che egli infligge a quel che produce.
Alla fine di questa personale, Condo si scopre possessore
posseduto, artefice succube delle figure che egli stesso crea e che, di
riflesso, lo rappresentano. Bisogna dunque premettere che le tele, le sculture
e i disegni esposti nelle sale, nei confronti della sua esperienza, sono solo
una rassegna-mancata, una breve kermesse, una piccola parte dell’intero,
infaticabile percorso dell’artista.
La prima sala è dedicata alle sculture colate. Su
altrettanti parallelepipedi scuri, prendono vita nove lavori. Facce, maschere e
semicorpi proteggono l’entrata con lo sguardo. Ciascuno dei volumi si appropria
dello spazio, spingendo chiunque capiti a tiro in un luogo dove nulla è
completo, dove le linee di confine dei corpi vengono confuse con le particelle
dell’aria e dove il tempo ha smesso di avere un’utilità. Una patina bianca,
leggera come un’antica traccia di polvere, un ritrovato alchemico, restituisce
alle superfici la crosta usuraia del tempo.

Nella sala successiva, tredici gigantesche tele ritraggono
alcuni protagonisti della nota serie cartoonistica prodotta dalla Looney Tunes.
I lavori, che fanno riaffacciare – alla memoria e alle pareti – Willy il
Coyote, Daffy Duck, Bugs Bunny e Gatto Silvestro, si presentano come enormi
fogli di script. Finestre lasciate da un disegnatore frettoloso, uno
sgrossatore di forme, un bambino cresciuto come un adulto che traccia i
contorni dei propri idoli attraverso sfondi innocenti, attraverso segni neri e
marcati, senza far mancare innumerevoli scarabocchi e sbavature.
Al piano superiore, invece, sono esposte tredici tele
lavorate con colori acrilici, oli, carboncini e pastelli. Qui corpi rigirati su
se stessi (come panneggi), volti deformati dalla sensualità e arti umani,
rigidi per lo stupore, riprendono la scena bidimensionale dei loro supporti, animandoli.
Ben lontani dall’intento di documentare vite velate, questi lavori giocano con
lo sguardo dello spettatore. Giochi erotici, corpi aggrovigliati, donne aperte
e veneri ancestrali sono lì a memento. Per ricordare che chi guarda, come chi crea, rimane agli
antipodi rispetto a quel che la realtà fa vedere.

Kitsch e fastidioso, Condo fa riscoprire il dono della
confusione e la malia del colore, proprio là dove, in questo primo Start milanese, ben pochi artisti sono
stati in grado di ricreare uno scenario solido connotabile.

articoli correlati
Condo
a Zurigo

ginevra bria
mostra visitata il 18 settembre 2009


dal 18 settembre al 31 ottobre 2009
George Condo – Emacs!
Galleria Massimo De Carlo
Via Ventura, 5 (zona Ventura) – 20134 Milano
Orario: da martedì a sabato ore 11.30-14 e 14.30-19.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 0270003987; fax +39 027492135; info@massimodecarlo.it; www.massimodecarlo.it

[exibart]


Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Do ut do, il programma di mostre diffuse a Bologna, per riflettere sull’identità

Do ut do torna a Bologna con un programma diffuso e incentrato sul tema dell'identità come processo relazionale, dall'omaggio a…

11 Febbraio 2026 10:30
  • Mostre

Gioiello e potere: la metamorfosi della rappresentazione maschile nei secoli

Una mostra a Palazzo Morando di Milano ripercorre la storia del gioiello come linguaggio di potere, appartenenza e identità, attraverso…

11 Febbraio 2026 9:30
  • Mostre

Un gesto semplice, una presenza totale. Klaus Rinke, a Bergamo

Con una selezione di alcuni dei suoi lavori più iconici, la galleria di Thomas Brambilla ospita fino al prossimo 20…

11 Febbraio 2026 0:02
  • Musei

Chiara Gatti direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del bando

Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. Continuerà a…

10 Febbraio 2026 19:53
  • Mostre

Dentro Casa Italia alla Triennale Milano, dove le Muse greche ispirano la mostra dei Giochi Olimpici

L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…

10 Febbraio 2026 18:32
  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58