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Fino al 31.X.2015 | Nathalie Djurberg & Hans Berg, A thief caught in the act | Giò Marconi, Milano

di - 9 Ottobre 2015
Terza mostra a Milano della coppia di artisti svedesi, belli, ricchi e famosi, ma non prevedibili, dal titolo “A thief caught in the act”, lei è Nathalie Djurberg dalla faccia d’angelo e un immaginario mostruoso, lui è Hans Berg, musicista, algido e occhi di ghiaccio, è l’autore delle colonne sonore  dei video della sua compagna. Entrambi sono nati nel 1978, nella galleria di Giò Marconi, si presentano con una doppia personale, in cui non ci sono le inquietanti bambole in plastilina, protagoniste angoscianti dei video della dell’artista svedese, ritratte in azioni e contesti ai limiti dell’osceno, del grottesco, bensì volatili immaginifici, sculture dal piumaggio coloratissimo, frutto di una rielaborazione della tradizione nordica mixata al gusto underground del “lowbrow” californiano, cultura bassa anni ’70 e punk-dark, fatti a mano da Djurberg come tutti gli ambienti dei sui video, musicati da Berg.
Nel 2009 Djurberg vince il Leone d’Argento come migliore artista promettente, oggi a Milano la “coppia d’oro” è presente nell’ambito della mostra “La grande madre”, a Palazzo Reale e non potevano mancare nella Collezione della Fondazione Prada. La mostra ideata per Giò Marconi, stupisce con una installazione inattesa, al confine tra realtà e immaginario, inconscio e schizofrenia, verità e suggestione con accenti pop. In un ambiente oscurato, troverete su sette tavoli di legno illuminati da un faro con luci a intermittenza (regolati da un timer) pennuti di stoffa e gommosi come il pongo di varie dimensioni, colti nell’istante in cui afferrano nei loro becchi pillole multicolori, sparsi come becchime sul tavolo, che alludono alla nostra consuetudine di ricorre a psicofarmaci antidepressivi, rimedio per controllare istinti irrazionali, paure, fobie e ossessioni.

Complice è l’atmosfera drammatica potenziata dalla luce che immobilizza l’atto del furto e sublima queste creature misteriose (un ibrido tra una gazza ladra, un pappagallo, un pellicano, un gufo versione fumettistica e un rapace) dallo sguardo allucinato e penetrante.
Lo spettatore, entrato nella “scena del delitto” diventa suo malgrado voyeur e testimone di un furto di verità scomode? Come sono le nostre inconfessabili pulsioni anche violente o la consapevolezza della nostra solitudine nell’epoca globale, a caccia di amici virtuali.
Chiudono la mostra 4 video d’animazione Waterfall Variations, realizzati con disegni a carboncino che rappresentano rigeneranti  cascate d’acqua, foreste tropicali  potenziati da suoni e suggestioni cromatiche in una sequenza armonica che scorrono dentro a scenari esotici e lussureggianti, e in questo caso la musica ipnotica dai ritmi frizzanti e intervalli zen  composta da Berg, trasforma l’opera a quattro mani in un “farmaco visivo”, emozionale capace di sedare gli animi , come  metafora di un mondo onirico in cui perdersi per rinascere purificati dal caos primigenio e invita a meditare sui nostri stati di alterazioni; e chi non ha una qualche  paura scagli la prima pietra.
Jacqueline  Ceresoli            
mostra visitata  il 16 settembre
Dal 17 settembre al 31 ottobre 2015
Nathalie Djurberg & Hans Berg, A thief caught in the act
Gio Marconi, via  Tadino 20 Milano
Orari: dal martedì al sabato, 11:00 – 19:00
Info: info@giomarconi.com, www.giomarconi.com

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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