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Fino al 4.IX.2016 | Studio Azzurro, Immagini Sensibili | Palazzo Reale, Milano

di - 9 Maggio 2016
Premessa, 35 anni di attività della “bottega” multimediale del collettivo italiano di Studio Azzurro non è stato facile contenerli in una mostra retrospettiva, il rischio nell’allestimento del percorso espositivo è quello di essere troppo didascalici e compilativi, e ciò è avvento. Infatti la mostra ospitata a Palazzo Reale di Milano “Studio Azzurro Immagini Sensibili-retrospettiva” che raccoglie una serie di videoambienti e videoinstallazioni, 25 spettacoli tra i più significativi realizzati dal 1983 a oggi, da un gruppo fondato a Milano da Paolo Rosa (scomparso nel 2013), Fabio Cirifino, Leonardo Sangiorgi e Stefano Roveda aggiuntosi nel 1995, considerato pioniere nell’ambito dell’interattività in Italia, in cui lo spettatore diventa protagonista dell’opera, zoppica per eccesso didascalico. Nelle prime 13 sale al primo piano di Palazzo Reale, il gruppo Studio Azzurro nell’intento di documentare tutti i progetti intorno alla sperimentazione di videoambienti, detti sensibili, perché in grado di reagire alle sollecitazioni di chi li attraversa, purtroppo ha fatto prevalere l’aspetto tecnologico e non quello poetico, come avrebbe dovuto fare.
Questa prima importante mostra milanese dell’officina mix-media, che rientra nel  programma culturale “Ritorni al futuro”, organizzato dal Comune di Milano, vi consigliamo di vederla partendo dal fondo, dall’ultima Sala delle Cariatidi, gioiello architettonico carico di suggestioni di per sé, dove vi immergerete in una viedoinstallazione site-specific emozionante dal titolo Miracolo a Milano ispirato al celebre film di Vittorio De Sica. Provate a mettervi davanti agli specchi e vedrete che compariranno i volti dei tanti emarginati di Milano che raccontano la loro storia, così ascolterete altri punti di vita, altre cartografie della città lombarda per tradizione accogliente e aperta a migranti prima dal Sud al Nord e oggi dal mondo. Abbiate pazienza e vedrete che quando un personaggio ha terminato di parlare, vola in alto verso il centro del soffitto della Sala delle Cariatidi, come se risucchiato da un “oblò” illusorio, un’affresco virtuale d’ispirazione tiepolesca, dove clochard svolazzano come angeli in un cielo azzurro. E’ un’esplorazione emozionale e un’occasione di conoscenza davvero unica per ascoltare persone che di solito per comodità non vediamo né consideriamo.

La mostra è un omaggio a Paolo Rosa, senza scadere nella retorica, che però mira a valorizzare una poetica emozionale condivisa dal collettivo artistico, evidenziando i loro codici estetici e concettuali  di una ricerca basata sull’effetto dell’inatteso, della sorpresa dello spettatore, in cui oltre alla vista si riscoprono le potenzialità espressive del tatto e dell’udito e l’intreccio di storie diverse, la capacità  di narrare storie, reinventare memorie, di ricostruire identità attraverso la rielaborazione  del nostro patrimonio storico, news, oggetti trovati, residui industriali, paesaggi naturali in cui la vita quotidiana si confonde con quella virtuale. E’ un esempio di allestimento multimediale e di rielaborare la memoria di Studio Azzurro, mescolando documenti e oggetti diversi, la mostra “Fare gli Italiani-150 anni di storia italiana” in occasione delle celebrazioni dell’Unità d’Italia del 2011. Indimenticabile è stata la mostra dedicata a Fabrizio De Andrè che fu ospitata alla Rotonda della Besana (2011) a Milano. L’indagine ai confini della perfomance, che integra l’immagine video con il teatro, è una componente connotativa di Studio Azzurro fin dagli esordi, come si vede nell’installazione intitolata il Nuotatore (1984) e altre di questo periodo.  Dagli anni’90 si apre un nuovo indirizzo di ricerca virato verso la messa in scena di ambienti sensibili, inerenti a questioni sull’interattività e il potenziale multimediale, e da questo momento tutte le opere sono un evento immersivo con flussi di immagini fluttuanti nello spazio, sottofondi sonori ipnotici, e altri espedienti che coniugano armonicamente la tecnologia con la poesia. Altro capitolo è il percorso degli allestimenti museali, sempre interattivi e in grado di raccontare le relazioni tra il cittadino e il territorio. E, vedrete che chi più chi meno, a seconda della vostra disponibilità, percorrendo l’esposizione non faticherete a lasciarvi trasportare in un tempo soggettivo indefinibile e dilatato nello spazio e di partecipazione condivisa. Un consiglio? Non abbiate fretta!
Jacqueline Ceresoli
mostra visitata l’8 aprile
Dall’8 aprile al 4 settembre 2016
Studio Azzurro, Immagini Sensibili
Palazzo Reale,
Piazza Duomo 12 Milano
Orari: lunedì 14:30 – 19:30, martedì, mercoledì, venerdì, domenica 09:30 – 19:30, giovedì e sabato 09:30 – 22:30
Info: www.palazzorealemilano.it

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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