È un mondo al contrario quello proposto da Zilla Leutenegger nelle proprie creazioni ed azioni artistiche. Per la prima volta in Italia, la giovane artista elvetica ha progettato per la galleria Artopia di Milano una mostra eclettica in cui dà voce alle sue pulsioni interiori interpretando un sentire comune, universalizzando il suo pensiero e rifuggendo l’egocentrismo.
L’autorappresentazione in video è il topos espressivo di cui Zilla fa uso dai tardi anni novanta, e nella mostra attuale si ritrova in un loop di otto minuti in cui, vestita di tutù, si impegna in semplici passi di danza classica, ammettendo candidamente davanti al pubblico la propria inesperienza, ma non per questo ridicolizzandosi. A pochi passi dalla proiezione, un pianoforte automatico strimpella una melodia dalle note incerte, facendo da contrappunto all’azione.
Ma non è un’ode al dilettantismo il tema su cui fa perno la mostra: si tratta piuttosto di una meditazione sul tentativo di superamento dei propri limiti, sull’esplorazione delle proprie potenzialità, sullo sforzo dell’apprendimento. Il concetto stesso di apprendimento, infatti, è l’oggetto dell’animazione creata appositamente per l’occasione, In Verso: parole autografe in libertà che sgorgano dalla fantasia di una mano invisibile, e che appaiono al contrario come in uno specchio, mosse dal nonsense del gioco di associazione di idee, come potrebbe fare un bambino a cui è stata data una penna.
Chiave di lettura e soluzione finale dell’intera esposizione è la gigantesca frase scarabocchiata sul muro: “ma non posso”, con un “vorrei” pleonastico, chiaramente sottinteso: tutto quello che faccio, che improvviso, che provo, lo faccio per me stessa. Con la coscienza e l’umiltà di non poter portare nulla al mondo esterno, agli altri, alla società, se non un franco invito a non scoraggiarsi e a prendere se stessi e le proprie frustrazioni con ironia e spensieratezza. Lo stesso frequente utilizzo dell’italiano nelle due opere appena citate è, per un’artista di lingua tedesca che si trova ad esporre per un pubblico italiano, un gesto simpatico e autoironico che denota impegno e voglia di provarci. L’evento milanese è accompagnato da un originale catalogo edito da Artopia in cui sono fotografati giocosi ritagli di giornale fatti da Zilla durante un soggiorno in Italia, anch’essi in esposizione.
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mostra visitata il 10 gennaio 2003
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