Categorie: milano

Glamour Ventura

di - 9 Febbraio 2005

Le gallerie che lunedì 7 febbraio inauguravano laddove hanno sede, fra l’altro, anche le redazioni dei magazine del gruppo Abitare, erano tre. O meglio quattro, poiché lo Studio Manuela Klerkx organizza la propria doppia personale nei locali di Arnaud. Il nostro tour nella Milano glamour di via Ventura parte proprio da quest’ultimo evento. Si tratta di una singola proiezione dove scorrono uno di seguito all’altro i video delle gemelle omozigote Liesbeth & Angélique Raeven (Olanda, 1971. Vivono ad Amsterdam), intitolato Sibling Rivalry (2004), e di Julika Rudelius (Colonia, 1968. Vive ad Amsterdam), dal titolo Train (2001) e The Highest Point (2002). La cifra comune che permette di far susseguire i lavori senza ombra di forzatura è, almeno a un primo sguardo, il taglio “documentaristico”: soggetto-oggetto è la tematica del femminile e la critica nei confronti dei media, focalizzata su una cultura del corpo-sesso evidentemente ancorata a stilemi e ossessioni prettamente maschili(sti).
Se dunque le gemelle olandesi si concentrano sulla tematica del doppio e del lusso, la tedesca Rudelius sfora nettamente nel “genere” documentario. Ma se nel secondo video quest’aspetto può apparire invasivo (il tema è l’(auto)erotismo femminile), nel primo si può apprezzare l’acribia nel confondere il confine fra reportage e fiction, in un certo senso vicino al modo in cui lavora Ahtila. Le interviste ai teenager di Train sono infatti guidate dall’artista stessa, il treno è preso in affitto e inoltre è stato chiesto ai ragazzi di esagerare alcuni aspetti della propria personalità.
Appena qualche scalino più in alto, dagli spazi della galleria Zero proviene un frastuono giustificato dal titolo stesso del lavoro di Hans Schabus (Watschig, 1970), Schallplatte (2001). Da uno stereo poggiato a terra, accanto al quale è riposta un pila di LP omonimi, scaturisce un suono facilmente riconoscibile, cioè quello provocato da una sega circolare che in un presunto loop taglia e gira a vuoto, per poi ricominciare finché termina il solco tracciato nel vinile. Un lavoro nato dal lavoro, “memoria del fare” dell’artista stesso nel suo atelier, che può ricordare le performance di David Rubin, però caratterizzate da un piglio meno engagé e più teutonicamente minimal-teoretico.
Last but not least, le tre personali allestite nei locali di Massimo De Carlo. In sala 1 la mostra di Paola Pivi (Milano, 1971. Vive a Londra) dal titolo provocatorio Fant ass tic. Il gusto raffinato per la destabilizzazione torna ancora una volta dopo, per esempio, le zebre fotografate sulla neve, e si tratta -oltre ad alcune grafiche e disegni- di una serie di scatti della serie che è finita anche come copertina di un recente numero di Flash Art. A torniti glutei femminili, candidamente nudi, sono applicate sedute che hanno fatto la storia dell’interior design, ma il rapporto fra i due elementi è assolutamente non funzionale, per cui le minuscole sedie paiono pudichi e improbabili appendici che coprono la parte più scatologica dell’ass. In sala 2, con la curatela di Paola Clerico, scorrono le immagini di Hockey (2004), video firmato da Annika Larsson (Stoccolma, 1972. Vive a New York). Solo lo stridore del ghiaccio ferito dalle lame dei pattini e una notevole “colonna sonora” che strizza l’occhio al drum’n’bass (a opera di Larsson e Tobias Bernstrup), la fisicità dello sport, nessuna parola pronunciata. E uno stadio spettralmente vuoto, dove siedono solo i due coach. In sala 3 si chiude con un ritorno al minimalismo silente di John McCracken (Berkeley, 1934. Vive in Messico), con tre lavori Eighties che continuano ad affascinare nella loro lucida stentoreità. Si tratta delle ben note lastre prodotte non industrialmente, che organizzano radicalmente ma senza clamore lo spazio ove sono installate. Complici in questo caso anche le dominanti calde e gli effetti di lucidatura, tenui e ipnotici.

articoli correlati
L’apertura di Zero
Eija –Liisa Ahtila al Museion
David Rubin da Gas a Torino
Paola Pivi al Macro
Annika Larsson al Cassero di Bologna
John McCracken al Reina Sofia di Madrid

marco enrico giacomelli
mostre visitate il 7 febbraio 2005


fino all’11.III.2005
L.A. Raeven – L.A. Aesthetic Terrorism / Julika Rudelius – I would never use a girl like you
Studio Manuela Klerkx
Orario: da martedì a venerdì 11-13 e 15,30–19 e su appuntamento
Info: tel. +39 0221597627 / +39 0236512541; info@manuelaklerkx.com; www.manuelaklerkx.com

Hans Schabus – Schallplatte
Zero Arte Contemporanea
Info: tel. +39 3496044136; info@galleriazero.it; www.galleriazero.it

fino all’1.IV.2005
Paola Pivi / Annika Larsson / John McCracken
Info: tel. +39 0270003987; info@massimodecarlo.it; www.massimodecarlo.it


[exibart]

Visualizza commenti

  • Certo, riuscire a far uscire soldi da "seratine" del genere è proprio roba da illusionisti.
    Ma come si dice: dove c'è gusto non c'è perdenza.
    Un complimento a tutti i croupier di via Ventura

Articoli recenti

  • Mostre

Man Ray, il suo dizionario impossibile a Milano

Fino al 24 luglio 2026, alla galleria Gió Marconi la retrospettiva milanese interpreta le opere del grande Man Ray come…

6 Giugno 2026 18:00
  • Fotografia

Una targa blu per Julia Margaret Cameron: 5 cose da sapere sulla pioniera della fotografia

In occasione del recente omaggio nella capitale britannica, ripercorriamo la carriera e l'incredibile modernità di Julia Margaret Cameron attraverso cinque…

6 Giugno 2026 17:18
  • Mostre

Le mostre da non perdere a giugno in tutta Italia

L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, in tutta Italia: ecco la nostra…

6 Giugno 2026 17:00
  • Mercato

Christie’s mette all’asta i gioielli di Claudia Cardinale

Il ritratto privato di un’icona del Novecento: un nucleo di gioielli racconta la diva del cinema, da Bulgari a Buccellati,…

6 Giugno 2026 16:26
  • Arte contemporanea

Io credo nell’errore, nella malattia, nel male: una conversazione con Reverie

Con il libro Poesia Malata, Reverie costruisce un diario feroce della contemporaneità, tra salute mentale, ossessioni affettive, dipendenza e ricerca…

6 Giugno 2026 15:00
  • Arte contemporanea

Casa Gràcia, a Minorca il nuovo rifugio creativo ideato da Rashid Johnson

Fondata da Rashid Johnson e Sheree Hovsepian, con la collaborazione di Hauser & Wirth, Casa Gràcia offrirà a Minorca residenze…

6 Giugno 2026 12:30