Categorie: Moda

Addio a Vivienne Westwood, icona punk e femminista

di - 29 Dicembre 2022

“L’unico possibile effetto che puoi avere sul mondo è attraverso idee impopolari!” Oggi ci ha salutato Vivienne Westwood, regina incontrastata della moda spiazzante, dirompente, sperimentale, libera, irridente, ovvero punk. Nata nel 1941 a Tintwistle in Inghilterra, scappata a Londra nel 1958 dove si nutre avidamente di una delle metropoli più irrequiete e disturbanti del secolo fino a quando nel 1971, apre insieme a Malcom McLaren, futuro manager dei Sex Pistols, il primo negozio Let’s Rock al 430 di King’s Road, centro di una vera e propria rivoluzione nel mondo della moda per il carattere innovativo, spregiudicato e politico del suo modo di guardare al progetto dell’abito e a una generazione alla ricerca di simboli e immaginari liberi, capaci di rappresentarla.

Vivienne Westwood, la rabbia di una generazione e i Sex Pistols

I nomi del negozio inseguono il carattere irrequieto della sua fondatrice, passando a “Toofast to live too young to die” a “Sedentaries” fino a “World’s end”. Con gli anni Settanta la Westwood dà forma a quello che oggi conosciamo come stile punk grazie a un uso sferzante e provocatorio che diventa forma vestita di una nuova generazione ribelle e divisa dei Sex Pistols grazie a un armamentario di borchie, spille, magliette strappate, maglioni bucati che aprono un mondo di materie, immagini e simboli che segneranno una generazione di giovani arrabbiati. Da quel momento il mondo visivo di Vivienne Westwood mescola immaginario punk alla rilettura di modelli storici del XVII secolo, spingendo ogni volta il limite oltre le aspettative e provocando per contenuti politici e sociali scomodi. La sua moda accompagna la moda britannica dal punk ai new romantic; il corsetto settecentesco diventa un capo di provocazione erotica e rilettura del concetto di genere in tempi non sospetti, basti pensare al kilt indossato dai Sex Pistols nei loro concerti.

L’eredità di Vivienne Westwood: oltre la moda

L’azione dirompente, consapevole e politica della Westwood è una delle costanti nella sua azione creativa e produttiva mescolandosi ogni volta alla sua presenza in prima fila nelle battaglie più avanzate sui diritti civili. Questa è la sua vera eredità: la sua libertà e la consapevolezza che la moda è uno straordinario, universale, strumento politico e culturale! God save Vivienne!

Articoli recenti

  • Mostre

It’s Cold Outside. Alessandro Artini protagonista a Ortisei

Fino al prossimo 15 marzo, a Ortisei, la Galleria Doris Ghetta ospita “It's Cold Outside”, mostra personale di Alessandro Artini,…

20 Febbraio 2026 0:02
  • Fotografia

90 anni di fotografia italiana e non solo, in bianco e nero: la mostra a The Pool di Milano

Gli spazi di The Pool NYC di Milano ospitano il secondo capitolo di un ambizioso progetto espositivo dedicato al grande…

19 Febbraio 2026 18:30
  • Fiere e manifestazioni

Investec Art Fair apre le porte a Cape Town: la proposta delle gallerie italiane

Apre le porte la 13ma edizione di Investec Art Fair di Cape Town: cinque gallerie italiane costruiscono percorsi distinti, tra…

19 Febbraio 2026 17:39
  • Beni culturali

Campanile di Giotto, al via i restauri: un investimento da 60 milioni per Piazza del Duomo a Firenze

Al via il restauro integrale del Campanile di Giotto, mentre sono in conclusione i lavori al Collegio Eugeniano e prosegue…

19 Febbraio 2026 17:03
  • Mostre

La promessa latente nella fotografia perturbante di Linda Fregni Nagler

Con una serie di opere realizzate nell’arco degli ultimi vent’anni, la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di…

19 Febbraio 2026 16:45
  • Arte contemporanea

Collezionare significa costruire un ecosistema complesso: intervista a Eugenio Sidoli

Amministratore delegato di Max Mara e fondatore, insieme alla moglie Sandra Varisco, di SpazioC21 di Reggio Emilia, Eugenio Sidoli ci…

19 Febbraio 2026 13:54