Per capire come la comunicazione pubblicitaria possa contribuire a promuovere una moda più sostenibile, gli studenti del corso di Graphic design di RUFA – Rome University of Fine Arts hanno lavorato alla realizzazione di una campagna creativa che pone l’attenzione sui principali problemi ambientali e sociali connessi al fast fashion, in collaborazione con gli esperti di Movimento Moda Responsabile e dell’associazione no-profit rén collective. Un progetto congiunto che nasce dalle attività didattiche condotte dai docenti Claudio Spuri e Alessandra Giacomelli, per permettere agli studenti di riflettere e prendere posizione su questioni reali, fortemente connesse alla contemporaneità . In particolare, gli allievi si sono dedicati all’ideazione di una campagna che vuole sottolineare il valore della moda responsabile e di un consumo più consapevole.
Il progetto ha portato allo sviluppo di quattro diversi concept creativi, pensati per una diffusione multicanale, che spingono il lettore a ragionare sulle conseguenze climatiche, etiche e sull’inquinamento causati dalla cosiddetta moda veloce.
Il lavoro finale sarà presentato durante la Fashion Revolution Week, in programma a Milano dal 15 al 24 aprile 2024. I temi che animano le quattro campagne pubblicitarie sono introdotti dai claim: “Problema? Soluzione” di Lisa Romanato e Agnese Troncone; “I nostri ricordi”, di Claudia Fracassi e Gianmario Palombo; “Ricuciamo il mondo” di Gabriele Boccini e Raffaele Iannone; “Fast fashion, Fast Ending” di Carolina Autili, Ilaria Bucci e Elisa Drosi. Ogni progetto, con post scritti dagli studenti, verrà condiviso sui canali social di RUFA, MMR e rén collective, riportando i link ai rispettivi siti internet dove sarà possibile approfondire la descrizione dei singoli lavori.
Le campagne realizzate hanno il duplice obiettivo di informare le persone sia sulle problematiche legate al fast fashion e al consumo “compulsivo”, sia sulla possibilità di creare una moda alternativa, legata a pratiche più sostenibili lungo l’intera filiera di produzione e di vendita dei capi di abbigliamento. L’intento, quindi, è stato quello di generare una campagna di divulgazione e a supporto dei consumatori, per aiutarli a cambiare le proprie le modalità di acquisto.
«Il mondo della moda e dell’abbigliamento – spiegano gli studenti giunti alla selezione finale – ha ormai manifestato gli aspetti violenti e distruttivi di cui è, allo stesso tempo, vittima e complice: sovrapproduzione incontrollata, prezzi al ribasso, sfruttamento dei lavoratori e lavoratrici, materie prime scadenti e inquinamento ambientale. Molti brand continuano a far finta di niente, altri, invece, hanno deciso di cambiare la propria politica aziendale, integrando pratiche sostenibili nella filiera produttiva. Oggi, dunque, vestirsi non è più solo una questione di forma e appartenenza. Significa costruire una strada che porti tutti e tutte a una maggiore conoscenza e consapevolezza, per costruire un mercato più equo e più sano, sia per noi che per l’ambiente di cui facciamo parte».
«Uno dei nostri obiettivi – spiegano Movimento Moda Responsabile e rén collective, socio MMR – è la collaborazione con gli istituti scolastici per avviare attività di educazione e sensibilizzazione sulla necessità di rendere l’industria della moda più sostenibile, trasparente e a basso impatto, per la società e l’ambiente. Siamo felici di aver collaborato con gli studenti e i docenti RUFA alla creazione di una campagna di comunicazione originale e d’impatto, che condivide i temi cardine del nostro Manifesto. Per trasformare in meglio il mondo della moda è fondamentale coinvolgere le nuove generazioni e attingere alla loro creatività per sviluppare progetti innovativi che possano dare vita ad azioni concrete».
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