Categorie: Moda

Dieci artisti per la Lady Dior: come si trasforma una it bag

di - 16 Novembre 2020

Agnello lavato con cuciture che compongono il motivo Cannage. Ma sarebbe bastato citare anche solo i manici arrotondati, per far capire agli intenditori che si tratta proprio di lei. Lady Dior, ovvero la borsa emblema della maison, diventata mito intramontabile nel 1995, quando Lady D, Diana, la scelse come accessorio insostituibile. E che, come tutte le icone, si presta perfettamente alla reinterpretazione secondo stili anche molto diversi. È nato così, nel 2016, da un’idea della direttrice artistica Maria Grazia Chiuri, Dior Lady Art, progetto che invita artisti provenienti da ogni parte del mondo e appartenenti a culture e generazioni diverse, a personalizzare la borsa.

Per questa quinta edizione di Dior Lady Art sono stati così chiamati 10 artisti: Joël Andrianomearisoa (Madagascar), Gisela Colón (USA), Song Dong (Cina), Bharti Kher (India), Mai-Thu Perret (Svizzera), Recycle Group (Russia), Chris Soal (Sud Africa), Claire Tabouret (Francia), Olga Titus (Svizzera), e Judy Chicago, che aveva già collaborato con la maison per realizzare la scenografia della sfilata spring summer 2020, andata in scena al Musée Rodin di Parigi.

Judy Chicago

Tra decorazioni, pitture, ricami, stampe, utilizzando diverse tecniche di lavorazione, c’è la versione spiraliforme di Chicago, dai colori tipicamente accesi, quella femminista di Kher, che riprende il simbolo del Bindi, la decorazione per la fronte indossata dalle donne, come filo conduttore, quella multiculturale di Titus, che riempie le borsa di maschere decorative dell’Africa e dell’Asia. E allora ecco che, come una tela bianca, la Lady Dior diventa qualcosa di diverso eppure rimane esattamente lei.

All’inizio si chiamava Chouchou e Christian Dior la disegnò nel 1994, in pelle a motivo Cannage, per riprodurre la lavorazione di una sua poltrona amata a tal punto da proporla come seduta per gli ospiti delle sue sfilate. Nel 1995, la première dame di Francia, Bernadette Chirac, la regalò a Lady Diana. E poi la storia della moda sappiamo come è andata.

Un evento pre-lancio in un pop up store con gli artisti coinvolti si è svolto durante la fiera d’arte contemporanea ART021 di Shanghai. Le borse saranno ufficialmente solo all’inizio del prossimo anno, in una selezione di boutique Dior in tutto il mondo. Ogni modello è limitato a 100 copie, con prezzi che vanno da 4mila euro a 25mila euro. Opere d’arte in tutto, insomma.

Articoli recenti

  • Musei

Al Museo Carlo Maria Martini di Milano, l’iconografia antica dialoga con il presente

Anche nel 2026, il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano propone una programmazione aperta alla contemporaneità: quattro artisti in…

9 Gennaio 2026 18:10
  • Arte contemporanea

La Kunsthaus Bregenz ospita la mostra di un artista che vuole rimanere senza identità

Nell’iconico edificio di Peter Zumthor l’artista senza nome non presenta opere d’arte, ma una casa modulare che ospiterà in futuro…

9 Gennaio 2026 16:34
  • Fiere e manifestazioni

MIDO 2026: il mondo dell’occhialeria e del design si incontra a Fieramilano

Attesi circa 1200 espositori da 50 Paesi con 140 new entry e visitatori da oltre 160 nazioni: ultimi preparativi per…

9 Gennaio 2026 15:46
  • Progetti e iniziative

Transforming Arts: a Catania due giorni per ripensare l’arte nell’era del digitale

L'Accademia di Belle Arti di Catania presenta, a Palazzo Biscari, un forum del progetto ART.IT dedicato a creative coding, arte…

9 Gennaio 2026 13:58
  • Attualità

In Spagna, il nuovo polo del Museo Guggenheim di Urdaibai non si farà

A seguito delle proteste della popolazione, è stato definitivamente abbandonato l’ambizioso progetto di una nuova sede del Museo Guggenheim nella…

9 Gennaio 2026 12:52
  • Mostre

Stuart Ringholt mette in discussione l’immagine e la nostra capacità di leggerla

A Torino, la prima mostra personale italiana di Stuart Ringholt: paesaggio e censura attraverso la pratica della cancellazione e della…

9 Gennaio 2026 12:26