Abiti come fuochi quelli proposti da Malloni per il prossimo autunno/inverno 2007/08, mobili fiamme che rilucono di nero, di petrolio, di verde indaco, di tek freddo, di visone e di perla, in un gioco di cangianze tra il lucido e l’opaco. Fuoco non nella palette dei colori quindi, ma sulla silhouette. Ogni uscita è parte di un percorso in divenire: forme tubolari, a “matita” dialogano con altre più ampie; l’essenzialità di una salopette minimale, portata a pelle, si giustappone al volume costruito di una gonna-baloon, mossa da numerose riprese ed indossata con un pantalone tre quarti dalla linea asciutta. Le geometrie che sottendono all’intera collezione sono fluide e variabili: i volumi sono ora scolpiti, ora scivolati. Futuribili e tridimensionali bustier in leather modellano il corpo, rivestendolo come una seconda pelle, mentre morbide maglie, filate sottilmente, e spesso sovrapposte le une alle altre, cadono fluide lungo i fianchi, con una studiata noncuranza. Fredde lingue di tessuto interagiscono tra loro, materiali tecnici e naturali si valorizzano a vicenda: crespo di lana elasticizzato, gessato in lino, lana mulinée doppio ritorto, cady con inserti in lycra opaca e ancora raso di lino e lana, georgette in lana e seta, crèpe de chine. La bellezza della donna Malloni è semplice, dinamica, soft, consapevole e disimpegnata: se si concede la trasparenza velata di un top in pizzo nero, lo abbina ad un pantalone morbido sulla coscia e stretto alla caviglia, o gli sovrappone un pull oversize. Talvolta il punto vita è nascosto da linee abbondanti e generose, talaltra è enfatizzato da dettagli in pelle a contrasto: il capospalla di taglio unisex, con ampie tasche e reveres rialzato, è stretto i
invasivo, all’insegna di una scabra e discreta preziosità, di una sofisticatezza metropolitana.
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marzia fossati
[exibart]
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