Raccontare la storia di un’azienda italiana significa misurarsi con le difficoltà della storia economica del sistema Italia. Come le voci di un bilancio, quelle che compongono, o per meglio dire, descrivono un’azienda moderna sono molteplici, tanto più se si tratta di un’azienda di moda.
La Roberto Del Carlo è un’azienda che disegna e realizza scarpe da donna, accessori e da quest’anno anche scarpe da uomo. L’azienda nasce quindici anni fa per volere di Roberto Del Carlo, sapiente giovane artigiano che apprende tecnica e maestria in maniera spontanea e caparbia, vista l’assenza nella sua famiglia sia di una bottega paterna che di altre specifiche ragioni. Del Carlo ama quello che l’economista Giulio Sapelli chiama il “saper fare delle mani”.
E così a Porcari, in provincia di Lucca, comincia l’avventura stilistica nonché commerciale di rileggere e reinterpretare in chiave “alto di gamma” un item della tradizione popolare di quel luogo, lo zoccolo.
Zoccoli e sandali sono i primi articoli di un catalogo che rimarrà sempre esclusivo, caratterizzato da un’alta artigianalità. Sin dall’inizio le scarpe sono scelte da un pubblico sofisticato e la distribuzione privilegia quelli che gli addetti ai lavori chiamano negozi di ricerca.
Dieci anni fa l’incontro tra il designer e l’uomo d’impresa, Luigi Pierro, dà vita ad una società con esigenze tutte contemporanee come l’importanza di creare un marchio. La ricorrenza di questi incontri tra contenitore e contenuto, tra due indispensabili colonne di un’azienda di moda, fa parte della storia di tutti i grandi marchi del fashion all’italiana, casi studio consegnati alla storia come Emilio Pucci, Giorgio Armani o più o meno recenti riposizionamenti come Roberto Cavalli o Versace dell’era Donatella.
Roberto Del Carlo progetta realizzando, il suo laboratorio-studio è una fucina dove rielaborare con creatività, manualità e moderno appeal la storia delle scarpe. Pur nella moda, Roberto della moda non sposa la personalizzazione esasperata: si tratta di una persona schiva, che rifiuta gabbie da ragione sociale, ama il suo lavoro e basta.
Le caratteristiche delle sue scarpe sono uniche dove la lavorazione descrive metodo e stile come la tomaia che tutt’una con il tacco proprio dove tutte gli altri produttori spezzano o tagliano. La rivisitazione della tradizione, spesso in grande anticipo su altri marchi, ha portato l’azienda ad essere una pietra di paragone e un riferimento molto rispettata tra gli addetti ai lavori. Tutto, poi, è fatto in Italia, nel distretto di Lucca. I materiali sono tutti naturali con la preferenza verso pelli di vitello e capre mentre tra i colori prevalgono il testa di moro e il nero.
Neanche la dimensione del servizio è trascurata segnale di un’azienda che interpreta l’alto di gamma e un definito posizionamento non solo nella qualità di materiali e disegno, ma anche nell’assistenza e nel garantire ad ogni cliente la possibile soluzione ad eventuali prodotti legati al prodotto.
A Luigi Pierro, ceo della Roberto Del Carlo, chiediamo qual è la sensazione oggi alla boa dei dieci anni e con professionalità risponde che “non ci sentiamo arrivati, sebbene ci sia l’orgoglio di vedere il nostro prodotto in certi negozi” e alla soddisfazione dell’obiettivo raggiunto riflette sul Made in Italy aggiungendo che è “stile e qualità non cedere alle lusinghe dell’oriente, qualità a discapito dei proventi, controllo e difesa della qualità, e soprattutto servizi”.
Infine un sogno, forse sulla scia della sfida epica della serata organizzata a Milano, in marzo, in cui l’artista austriaco Hans Schabus e il duo musicale the very pleasure, hanno realizzato una performance musicando il video Val Canale: diventare un marchio affermato nella calzatura – la strada è quella giusta – e provare a lasciare un segno nella storia delle scarpe. Buon cammino.
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www.robertodelcarlo.it
M2
*articolo pubblicato su Exibart.onpaper n. 32. Te l’eri perso? Abbonati!
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