Categorie: Moda

fashion_brand | Grafismi Sixties per soft core

di - 18 Gennaio 2008
Classy Streetwear. Questo lo statement, il motivo ispiratore di soft core. Up-coming brand nato dalla creatività di Sergio Zambon, (quasi) architetto prestato al mondo della moda da ormai un ventennio. Dall’esperienza come designer presso il gruppo Fendi alla curatela di una propria linea: nel 2005 nasce infatti soft core, collocandosi con precisione nell’universo della Moda Donna, in quel vuoto creativo esistente tra il prêt-à-porter e lo streetwear. Distintosi anche a Who’s on Next (2° posto nell’ultima edizione), lo stile di soft core è creato grazie a una sinergia di input che guardano tanto al mondo dello sportswear quanto a quello della musica, il tutto sapientemente miscelato con un tocco di femminilità e suggellato da dettagli couture.
Ed ecco che le linee guida che contraddistinguono il marchio si traducono, nelle proposte per la prossima primavera/estate, in un look da odierna Edie Sedgwick, certo emendata da ogni tipo di eccesso: vestitini e baby-snap-dress si caratterizzano per grafismi e silhouette sixties. Il tubino nero diviene uno spigoloso mono-spalla. L’abitino giallo limone si orna di geometrico maxi-fiocco (trade mark dello stilista) applicato con bottoni a pressione sopra il seno. L’abito stampato sceglie la variante optical del bianco/nero, declinato però in un tema floreale romantico ed ironizzato dalla zip a vista. Il tailleur appare sotto una nuova luce -tra l’easy going e l’informale- grazie a essenziali combo di gusto sportivo: giacchino zippato + gonna, realizzati in tessuti tecnici di ultima generazione e strutturati grazie a maniche elicoidali imbottite e impunturate che strizzano l’occhio a forme tipiche anche degli anni ’80. Al trench total-white con neo-gorgiera -un po’ abito couture un po’ armatura urbana- si affianca l’alternativa in nero su cui ricompare il motivo del fiocco a donare un mood tra il romantico e il pop.
E se un sentore di funzionalità urbana, un pratico spirito metropolitano pervade tutti i capi soft core, il riferimento dichiarato e spassionato dello stilista è Roma: “Con le sue influenze multi-culturali, con il suo background classico e uno sguardo sempre attento alla contemporaneità”. Ed ecco nascere quello che si potrebbe chiamare un pidgin della moda, un mix socio-culturale nel sistema fashion: dove la felpa dialoga con il jacquard e il concetto di basic si sposa alla ricerca.

marzia fossati

[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Una vita nel colore, quella di Claire Vasarely ad Aix-en-Provence

Fino al 15 febbraio, la Fondazione Vasarely ospita la prima grande retrospettiva dedicata a Claire Vasarely (1909–1990), artista e designer,…

14 Gennaio 2026 0:02
  • Fotografia

Ospitare nella propria intimità: gli scatti di Erika Pellicci a Pistoia

La mostra personale di Erika Pellicci alla Galleria ME Vannucci di Pistoia, fino al 16 febbraio 2026, ritrae un’intimità in…

13 Gennaio 2026 21:28
  • Attualità

Presto si potrà visitare la casa londinese di David Bowie

A Londra si guarda all’infanzia di un’icona globale: la casa di David Bowie a Bromley, nel sud di Londra, sarà…

13 Gennaio 2026 18:18
  • Mercato

All’asta una collezione di whiskey americano da oltre $ 1 milione

360 bottiglie provenienti dallo stesso proprietario e pronte a passare di mano con una vendita live, da Sotheby's New York.…

13 Gennaio 2026 17:13
  • Film e serie tv

La Grazia di Paolo Sorrentino non è un film politico

Nell’ultimo film di Paolo Sorrentino, le vicende di un Presidente della Repubblica in cerca di leggerezza scorrono attraverso trame esistenziali,…

13 Gennaio 2026 16:26
  • Arte contemporanea

Rumi Art Space, sul lago di Como l’arte contemporanea diventa mistero

A Dongo esiste uno spazio espositivo e per residenze artistiche, dove mostre, opere e racconti inquietanti si intrecciano: lo visitiamo…

13 Gennaio 2026 13:54