Silvia Mariotti, veduta della mostra PORTOFRANCO, a cura di Rossella Farinotti, Palazzo Soranzo Novello, Castelfranco Veneto, 15 Novembre 2025-14 Febbraio 2026, ph. Cosimo Filippini
Fino al 14 febbraio, il suggestivo Palazzo Soranzo Novello di Castelfranco Veneto rivive grazie al progetto Portofranco. Dopo due anni di chiusura, questo storico edificio, ricco di stratificazioni architettoniche dal Medioevo ai giorni nostri, riapre offrendo un percorso che unisce le opere di oltre venti artisti, diversi sia per generazione che per provenienza. Lâevento è stato promosso e realizzato da NOT Titled YET in collaborazione con il Comune Castelfranco Veneto e Casa Giorgione. La curatela, affidata a Rossella Farinotti con il supporto di Daniele Costa e Lisa Rebellato, riesce a far dialogare ogni angolo del palazzo con le opere esposte affrontando il tema del doppio.
Da un lato si susseguono eleganti stanze magnificamente affrescate, dallâaltro un raffinato arredo bancario degli anni â70. Questo affascinante contrasto accompagna la visita, arricchendo la narrazione. La mostra è unâode alla memoria di un luogo che ha vissuto momenti di grande sfolgorio e fasi di profonda decadenza senza mai perdere il suo fascino. Tra gli interventi piĂš curiosi si segnala quello di una particolare agenzia di viaggi esperienziali, Thyself Agency, che invita i visitatori a intraprendere un percorso di scambio di esperienze, capaci di offrire diverse chiavi di lettura di sĂŠ e degli altri e suggerendo, in filigrana, il valore delle esperienze umane.
Proseguendo, si viene attratti da un video, Tenuto immerso di Daniele Costa, proiettato allâinterno di un ex portadocumenti, visibile anche dallâesterno attraverso lo sportello bancomat dellâex banca. Il film costruisce una narrazione poetica che restituisce vita e respiro agli spazi abbandonati. Nel grande salone al piano terra, oggetti giĂ presenti nellâedificio vengono riutilizzati come elementi di opere installate, quasi a farne traccia memoriale di chi un tempo ha abitato questi spazi, come dimostra lâopera Magazzino Anime di SC_NC. Tra le installazioni spiccano due minuscoli ascensori funzionanti, collocati strategicamente in una stanza che un tempo doveva essere un ufficio. Si tratta dellâintervento site specific di Maurizio Cattelan. Nel breve momento prima che uno dei due si apra, il visitatore resta sospeso in unâattesa senza oggetto, come se aspettasse qualcosa o qualcuno che non arriverĂ mai. E quando infine la porticina si schiude, affiora un sorriso spontaneo, simile a quello di un bambino che gioisce davanti a un giocattolo, lasciando nellâaria una lieve e dolce malinconia.
Tra i corridoi si trova lâopera Flea Market Lady di Duane Hanson, che cattura lâattenzione per il suo impressionante realismo: una figura femminile intenta a leggere un giornale, circondata da oggetti abbandonati, in eterna attesa di essere venduti al mercato delle pulci. Lâartista riesce a esprimere perfettamente il contrasto tra presenza e assenza, tra memoria e oblio. Le installazioni si susseguono in ex uffici, vecchi armadi e lungo i corridoi, lungo le scale e persino in un piccolo incantevole bagno in cui lâopera sonora di Vedovamazzei strappa un sorriso ai visitatori. Un immenso scacciapensieri abbellisce infatti la facciata del cortile esterno: un coloratissimo tripudio di stoffe e tessuti riciclati intrecciati tra loro. Ă unâopera viva, ShakeShack, realizzata da Anna Galtarossa, che si muove insieme al vento e alle emozioni di chi la osserva. Opere non solo da ammirare ma con cui interagire, come quella di Silvia Mariotti con Anime di Cristallo, foglie secche calpestabili e neon dalla luce fredda adagiati su sculture di ceramica si uniscono a ex scaffali portadocumenti da cui emergono sculture di piante rampicanti, combinazione che ci porta a considerare come la natura si riappropri dei propri spazi in nostra assenza. Le ultime stanze offrono una vista incantevole sulla cittĂ , con grandi finestre che illuminano le sale decorate dal fascino antico; a dominare la scena sono tre imponenti opere specchiate, Magnifica di Goldschmied & Chiari, che catturano lo sguardo grazie ai colori sfumati, con tonalitĂ ed effetti che evocano i cieli dei dipinti di Giorgione, in un tributo al grande artista nato a Castelfranco veneto. Prima di concludere il percorso, è dâobbligo un saluto scaramantico alla statua di un gattino nero, apparentemente in castigo in un angolo: è lâopera It di Maurizio Cattelan, che a suo modo disorienta il pubblico.
Lâultima tappa è nella Casa Museo di Giorgione, dove le sculture in acciaio specchiato Temple of Light (Sun) e Temple of Light (Moon) di Alice Ronchi dialogano rispettosamente con la memoria del grande pittore, creando un legame con la storia locale. Portofranco è molto piĂš di una mostra, è un viaggio attraverso la storia, lâarte e la memoria di Castelfranco Veneto, unâesperienza da non perdere.
Completano il progetto le opere e progetti speciali: Vincenzo Agnetti, Marco Bongiorni, Rachele Calisti, Flavio Favelli, Agata Ferrari Bravo, Adam Gordon, Guido Guidi, Agnese Guido, Sacha Kanah, Silvia Mariotti, Francesca Mirabile, Silvia Negrini, Marta Ravasi, Fabio Roncato, Raoul Shultz, Zoe Williams, VENERDISABATO e Alberto Zanetti. Artisti che con le loro opere hanno reso ogni spazio un palcoscenico per lâarte, guidando il percorso e lo sguardo del pubblico.
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