De Humana Mensura di Linda Karshan, installation view, ph. Valentina Sensi
Nel Palazzo della Cancelleria Apostolica in Roma, l’artista statunitense Linda Karshan omaggia Roma e il rinascimento con una mostra dal titolo De Humana Mensura. L’esposizione, curata dall’architetto Laura Villani, usa “la misura dell’uomo” per raccontare come nell’opera e nella teoria artistica di Linda Karshan, il respiro umano generi segni e codici ordinati numericamente. L’artista nata a Minneapolis ma residente a Londra, con un’importante formazione in psicologia, propone un metodo grafico di carattere performativo, un disegno liberato, fatto di linee che si intersecano e di forme geometriche ed organiche, generate dal suo movimento nello spazio, dal ritmo, dalla musica dai silenzi e dal respiro del corpo e della mente.
Queste composizioni, apparentemente astratte, si collocano in un territorio di confine tra arte visiva, pratica corporea e sistema simbolico. Il suo lavoro nasce dall’esigenza di superare l’idea del segno, come semplice risultato formale, per restituirgli una dimensione esperienziale in cui l’intero corpo diventa strumento del processo creativo.
Il metodo Karshan si fonda sull’integrazione di quattro elementi principale: il respiro, il movimento del corpo, la griglia e il codice in una sequenza di fasi coerenti. Questi componenti apparentemente distanti vengono orchestrati in un sistema rigoroso ma aperto e al tempo stesso composti da tracciati visivi e registrazioni di un’azione. È il movimento l’origine del segno, non solo come strumentoesecutivo ma matrice generativa in stretto contatto con l’ambiente che la ospita e con le suggestioni ritrovate nella moda, il design e l’architettura. L’arte dialoga nel luogo non come decorazione ma parte di essa.
Su questa dimensione fluida interviene la griglia, che rappresenta il principio di ordine e contenimento, come capo di negoziazione tra libertà e controllo, tra impulso e disciplina. All’interno di questo spazio, il segno prende forma,mantenendo traccia della tensione tra corpo e sistema. Un insieme di regole, di segni ritmici, creano sensazioni di movimento e nelle ripetizioni di passi, si stratificano i significati, permettendo alle opere di esser lette come mappe, partiture o archivi di gesti.
Le opere dell’artista si presentano come superfici di segni essenziali dove ogni traccia è residuo visibile di un processo complesso e consapevole, una vera e propria coreografia interna generata dall’intuizione e dal ritmo.
In De Humana Mensura l’omaggio all’umanesimo è nella molteplice libertà di lettura e apprendimento, nei motivi geometrici di rimando al Quattrocento in cui erano le minime irregolarità, “la sprezzatura”, i segni leggeri, lievi e senzagravità a mostrare un’eleganza spontanea. Attraverso questo approccio, nell’idea di codice, Linda Karshan propone una riflessione profonda sul segno come luogo d’incontro tra corpo e pensiero, commessioni tra corpo e anima, movimenti della mente e moti d’animo, riaffermandoche l’arte non è solo forma ma frutto di esperienza.
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