Alex Corno, Rinascimento 2, 2024, h cm 36 x 43 x 32, ferro dipinto
Sarà visitabile fino al 6 aprile 2025, presso la Fondazione Sabe per l’arte di Ravenna, Costruire il cielo, mostra personale di Alex Corno, artista monzese classe 1960. L’esposizione, a cura di Pierluca Nardoni e realizzata con il patrocinio del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, si configura come un momento di sintesi nella carriera ultradecennale dello scultore.
Diplomato in Scultura all’Accademia di Brera sotto la guida di Alik Cavaliere, Alex Corno ha iniziato la sua carriera con assemblaggi di materiali di recupero, per poi dedicarsi al ferro saldato, elemento che ha accompagnato la sua evoluzione fino alle grandi commissioni pubbliche. Tra esposizioni in Italia e all’estero e una monografia curata da Luciano Caramel nel 2013, Corno si è affermato come una voce originale nella scultura contemporanea, capace di muoversi tra monumentalità e intimità.
La mostra Costruire il cielo diventa così un’occasione per interrogarsi non solo sulle trasformazioni della sua opera, ma anche su come la scultura contemporanea possa farsi portavoce di una visione cosmologica e spirituale.
Le opere recenti di Alex Corno testimoniano un’evoluzione artistica che ha lavorato sulla leggerezza e sull’armonia. Elemento cardine della sua pratica, il metallo si trasforma in una materia capace di evocare tanto la gravità del mondo fisico quanto la chimera di uno spazio cosmico. Nelle sculture esposte alla Fondazione Sabe, le strutture metalliche cedono peso, diventando sottili trame lamellari che dialogano con il vuoto, mentre la superficie si colora di toni pastello. Questo cromatismo conferisce alle opere un’inedita vitalità, esaltando la loro tensione tra forme antropomorfe e traiettorie astratte.
È proprio il concetto di equilibrio il focus della ricerca recente dell’artista. Dopo le ruvidezze e i contrasti materici degli anni Novanta e Duemila, Corno sembra ora orientarsi verso una sintesi formale e simbolica, in cui la scultura si fa eterea senza perdere la sua concretezza. Le sue opere oscillano tra un rigore matematico e una giocosità ludica, offrendo al pubblico una visione di leggerezza che si radica nella profondità del pensiero.
L’esposizione è ospitata dalla Fondazione Sabe per l’arte, istituzione che, fondata nel 2021, si dedica alla promozione dell’arte contemporanea, con un focus particolare sulla scultura, attraverso mostre, incontri e progetti scientifici. Situata a pochi passi dal MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna e presieduta da Norberto Bezzi e da Mirella Saluzzo, la Fondazione si avvale della consulenza di un comitato scientifico coordinato da Francesco Tedeschi e composto da Claudio Marra, Federica Muzzarelli e Claudio Spadoni, già direttore del Museo d’Arte della città di Ravenna. La direzione artistica è affidata a Pasquale Fameli. Tra gli artisti esposti in mostre personali e collettive, Elena Modorati, Carlo Benvenuto, Enrico Cattaneo, Valerio Anceschi, Luca Scarabelli, Renata Boero, Valentina D’Accardi, Alessandro Roma.
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