Ana Manso, Tomorrow's weather, 2020, veduta della mostra. Courtesy Galleria Umberto Di Marino, Napoli. Foto Danilo Donzelli
Con un nuovo progetto, Ana Manso torna alla Galleria Umberto Di Marino consolidando una collaborazione quasi decennale. Dopo la sua presenza, tra 2015 e 2016, nella collettiva “The Go Between” al Museo di Capodimonte, nella doppia personale con André Romão “Ten more ten #4” e nella retrospettiva sui vent’anni della galleria, “Ten more ten – Onwards”, entrambe da Di Marino, l’artista lisboneta è nuovamente a Napoli con una riflessione su uno dei paradossi della nostra quotidianità: l’impossibilità di fissare il futuro attraverso previsioni che spesso si rivelano futili o contraddittorie. Con la mostra “Tomorrow’s weather”, Manso proietta il presente in una dimensione di sospensione e indefinitezza, in cui soggetti, oggetti e rappresentazioni si manifestano in forme che sembrano essere del tutto contingenti e mai assertorie. Ribaltando le angosciose prospettive dei cambiamenti climatici, l’artista propone quella che appare come una nuova Arcadia, in cui trovano luogo, entro un’atmosfera silenziosa e rarefatta, da stagione feriale, visioni cromatiche inedite e giochi di metamorfosi. Anche stavolta il segno dell’artista straborda dai confini mediali, passando dalla tela al muro all’invaso spaziale con il medesimo atteggiamento di candida libertà. Una ipotetica natura, espressa attraverso vivaci gestualità spontanee nei dipinti su tela e su cartone, cede infatti il passo a elementi bicromi che sembrano tirati via dalle arcate della moschea di Cordova per essere ricomposti, rigirati, trasformati, con tratto a volte incerto, in nuovi schemi grafici che rispondono ai segni zodiacali. Al centro, ciò che resta dell’uomo: un palo ormai inespressivo animato da un più loquace cappello di paglia sulle ventitré.
Se il titolo inglese si lega indubitabilmente al tempo meteorologico, la mostra si espande invece in un universo di riferimenti ben più ampio, che nulla ha a che vedere con la smania umana dell’ipercontrollo, né con una contemporaneità dominata dalla tecnologia. Ciò che si dipana agli occhi del visitatore è semmai uno spazio in cui viene messa alla prova una metafisica coesistenza tra i fenomeni terrestri e quelli celesti, il cui continuo riconfigurarsi (con il riposizionamento degli astri) richiama una temporalità che è fuori dalla nostra portata così come, in fondo, quella che, costretta in ritmi convenzionali, riteniamo esserci più vicina.
Il clima di domani, allora, diventa questione per la quale non ha senso il calcolo, la congettura, l’ansia di previsione. Piuttosto, sembra dire l’artista, urge una dilatazione del presente entro il quale tuttavia i comportamenti individuali appaiono altrettanto sfumati, se non imprecisati. È forse, in definitiva, proprio tempo che l’uomo metta in pausa il suo agire?
Brunella Velardi
Mostra visitata l’11 febbraio 2020
Dall’11 febbraio al 18 marzo 2020
Ana Manso, Tomorrow’s weather | Galleria Umberto Di Marino
Via Alabardieri, 1 – 80121 Napoli
Orari: dal lunedì al sabato, 15.00 -20.00, mattina su appuntamento
Info: info@galleriaumbertodimarino.com | www.galleriaumbertodimarino.com
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