Categorie: Mostre

Archivio del futuro: la storia della collezione Sandretto Re Rebaudengo in una mostra diffusa per Torino

di - 11 Novembre 2025

Che la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo quest’anno festeggia i suoi trent’anni ormai si sapeva. I festeggiamenti hanno preso il via qualche mese fa, con l’inaugurazione in contemporanea delle tre mostre di Teresa Solar Abboud, Jem Perucchini e Alessandra Ferrini nella sede di Torino, più aperitivo offerto al pubblico e ben trenta torte, ognuna delle quali raffigurava un’opera iconica della collezione. È stata poi la volta della mostra La Bella Estate, nella sede di Guarene, con opere iconiche della collezione, tra cui un famosissimo Cattelan, Matthew Barney, Nan Goldin e moltissime altre altrettanto rilevanti, in dialogo con lavori recentissimi di artisti più giovani.

News from the Near Future. 30 anni della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Ph Giorgio Perrottino

Ma chi avesse pensato che fosse finita qui si sbagliava di molto. I festeggiamenti erano appena iniziati e si concludono (forse!) solo ora con un doppio appuntamento in occasione della fatidica art week torinese. L’imponente mostra conclusiva delle celebrazioni per il trentennale s’intitola News from the near future e si svolge in parte nella sede torinese di via Modane e in parte nelle sale del Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, che di recente ha mostrato un sempre maggiore interesse al confronto con i linguaggi dell’arte contemporanea. Più qualche extra in giro per la città.

C ART SERVICE, Robert Kusmirowski. Ph. credits Bin Jia

I due eventi espositivi alla Fondazione e al MAUTO vanno letti in relazione di continuità. In totale, le due mostre ospitano più di cento opere e, se negli spazi di via Modane sono presenti opere della collezione in dialogo con lavori più recenti o mai esposti prima, il percorso espositivo disegnato all’interno delle sale del MAUTO si configura come una sorta di fenomenologia in chiave storica della collezione e di quello che è stato il suo comporsi via via nel corso degli anni, in una passeggiata tra alcune delle opere che ne hanno sancito i momenti fondamentali, se così si può dire, poste in relazione dialettica o di dialogo l’una con l’altra.

I nomi presenti nelle due mostre sono tutti altisonanti: da Doug Aikten a Steve McQueen, Urs Fischer, Tobias Rehberger, Cindy Sherman, Wolfgang Tillmans, Tauba Auerbach, ancora Maurizio Cattelan, Tony Cragg, per citarne solo alcuni. Ma più che la narrazione di una storia secondo un andamento cronologico, l’idea guida della mostra nel suo complesso è piuttosto quella dell’archivio. Come a creare una sorta di inventario creativo, dove le immagini e le forme artistiche si accumulano e si sommano l’una con l’altra, in una danza visiva e performativa ricchissima di stimoli in fermento, che è insieme storica e senza precisi limiti temporali.

The ABC of racist Europe, Ph. credits Bin Jia

Il focus dell’evento nel suo complesso, non è, infatti, tanto la storia della collezione in sé, quanto il rapporto che le varie opere, via via, hanno intrattenuto e tutt’ora intrattengono con il contesto storico, sociale ed esistenziale che le ha prodotte, così come quello in cui oggi noi ne fruiamo.

Ma ovviamente non finisce qui: come recita il titolo scelto dai curatori Bernardo Follini ed Eugenio Re Rebaudengo, ispirato ad un’opera di Fiona Tan del 2003 (che figura tra quelle esposte in Fondazione), il tema non è tanto quello di guardare al passato o di confrontarsi con il presente attuale, pure se queste due cose sono naturalmente presenti ed importanti. Il tema fondamentale è invece l’idea di spostare lo sguardo oltre, e guardare al futuro. Così, seppure le opere selezionate ed esposte sono diverse tra loro per media espressivi, periodo di realizzazione, immaginario e linguaggio, sono però tutte quante leggibili secondo un unico filo conduttore: quello del rapporto al futuro, inteso come territorio ancora da scoprire, da immaginare e da creare.

Gummo V, Lara Favaretto. Ph. credits Bin Jia

È il futuro della collezione Sandretto Re Rebaudengo, certo, ma anche, più in generale e forse soprattutto, il futuro dei linguaggi artistici contemporanei. E, ancora oltre, l’idea di futuro che ci aspetta in termini di immaginario collettivo, tra timori, aspettative, conflitti, dialoghi possibili e speranze altrettanto possibili, ancora da costruire attraverso lo specchio, che a volte replica e a volte suggerisce possibili soluzioni, dell’arte.

News from the Near Future. 30 anni della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Ph Giorgio Perrottino

È poi da segnalare che, nelle sale del MAUTO, la mostra della Fondazione Sandretto si accompagna anche ad un altro evento concomitante. Si tratta dell’inaugurazione di un nuovo filone espositivo che coinvolge le sale del Museo dell’Automobile e la sua storica collezione. L’evento s’intitola Convergenze ed è affidato alla curatela di Giacinto Di Pietrantonio. Tra le automobili in mostra, dai primi prototipi leonardeschi alle auto d’epoca, fino alle più recenti innovazioni tecnologiche, sono ora esposte opere d’arte moderna e contemporanea selezionate dal curatore, molte delle quali provenienti proprio dalla collezione Sandretto, come un lavoro di Paola Pivi, un altro di Lara Favaretto e altri.

Untitled version, Joao Onofre. Ph. credits Bin Jia

Se già negli ultimi mesi il MAUTO di Torino si era lanciato in sperimentazioni ardite, ma ben riuscite, mescolandosi spesso e volentieri con il mondo della cultura e soprattutto dell’arte contemporanea, la serie Convergenze è pensata invece come appuntamento più strutturale, con l’intento di porre in dialogo le auto di tutti i tempi con le opere d’arte, in un gioco di contestualizzazioni e ricontestualizzazioni dinamiche.

Se la sezione dedicata al futurismo mostra opere esposte in modo relativamente tradizionale, con lavori storici anche non di primissimo piano, via via il percorso si snoda attraverso un dialogo non didascalico, che lascia lo spazio ad una dimensione interpretativa.

News from the Near Future. 30 anni della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Ph Giorgio Perrottino

Tornando invece alla Fondazione Sandretto e ai suoi trent’anni, il percorso espositivo non si esaurisce alle sale dei due musei. In occasione dell’art week e del trentennale, vari spazi espositivi in tutta la città di Torino espongono, infatti, per qualche giorno opere della collezione di assoluto rilievo. E anche qui gli appuntamenti non sono pochi. Al Museo Nazionale del Cinema ci sono lavori di Amar Kanwar e Puck Verkade; al Museo Egizio un’opera video di Wael Shawky; al Museo del Risorgimento Italiano un lavoro video di Paulo Nazareth; al Teatro Regio Susan Philipsz e infine un’opera di Paul Noble al Museo Schneiberg.

Fiat 127, Camaleonte, Cristian Chironi. Ph. credits Bin Jia

Insomma, il percorso espositivo che da via Modane giunge fino alle sale del MAUTO, passando per le vie del centro e per le sale dei più prestigiosi musei e spazi culturali torinesi si configura come più che sostanzioso. Una vera e propria celebrazione di un compleanno che è anche a sua volta un percorso, lo svolgimento di un’idea nata ormai più di trent’anni fa: quella di creare occasioni d’incontro con l’arte contemporanea per un pubblico sempre più vasto e variegato.

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