Arnaldo Pomodoro, Obelisco per Cleopatra, 1989-2008, corten e bronzo, 14 Ă 1,40 Ă 1,40 m. Foto Dario Tettamanzi
Fino al 10 gennaio 2021 il Castello Campori della CittĂ di Soliera (MO) ospita âArnaldo Pomodoro. {sur}faceâ, la mostra personale dello scultore Arnaldo Pomodoro (Morciano di Romagna, 1926). Lâesposizione, a cura di Lorenzo Respi, membro del Comitato Scientifico della Fondazione Arnaldo Pomodoro, racconta la personalitĂ del noto artista che ha segnato profondamente la seconda metĂ del Novecento italiano.
Il titolo della mostra âArnaldo Pomodoro. {sur}faceâ nasce da un gioco di parole tra i termini âsuperficieâ e âvoltoâ. Lâesposizione, infatti, intende presentare un aspetto inedito dellâopera di Pomodoro, ossia lâuomo prima dellâopera. Si articola in un percorso che affonda le sue radici nellâesperienza teatrale degli anni Cinquanta, periodo di ricerca e grande libertĂ creativa, passando per lâObelisco e le sculture degli anni Duemila, sino al bozzetto in bronzo dellâopera ambientale Ingresso nel labirinto (1995-2011). ÂŤI progetti scenici, le grandi opere e le installazioni ambientali sono le testimonianze tangibili che lâuomo-artista ha cercato instancabilmente la complessitĂ della realtĂ nelle forme perfette, corrodendole con un potente segno informale, istintivo ma sempre razionale, in grado di svelare lâinganno dei sensi quando la vita è vissuta solo superficialmente. {sur}face è un viaggio in timelapse nellâinterioritĂ di Arnaldo Pomodoro alla scoperta delle passioni che hanno stimolato la sua creativitĂ e orientato il suo sguardo critico verso la vita e la storia. La maschera teatrale che indossa lâattore consegnando la ribalta al suo personaggio e il labirinto sotterraneo che disorienta avvolgendosi incessantemente su se stesso sono i confini di uno spazio mentale in cui Arnaldo Pomodoro fatica a delimitare il suo anelito di infinitezza, metafora di libertĂ e di serenitĂ che ogni essere umano dovrebbe meritare. {sur}face è unâesperienza totale, spaziale e virtuale, analogica e digitale, per conoscere lâuomoÂť, ha spiegato il curatore Lorenzo Respi.
Il percorso della mostra si articola in due parti, per un totale di sette sale espositive. La prima parte è dedicata alla messinscena per La passione di Cleopatra di Ahmad Shawqui sui ruderi di Ghibellina (1989) e presenta i costumi originali, i disegni preparatori e i bozzetti scenografici, oltre alle fotografie e ai video dello spettacolo. La seconda parte racconta la genesi di Ingresso nel Labirinto, unâopera ambientale di circa 170 mq iniziata nel 1995 e costruita quasi interamente in fiberglass patinato con foglia di rame nei sotterranei dellâedificio ex Riva-Calzoni di Milano. Questâopera è definita dallâartista ÂŤuna riflessione su tutto il mio lavoro: il gesto di riappropriazione e di recupero di unâattivitĂ artistica che ha attraversato i decenni della mia vita e ne costituisce una sorta di sintesiÂť e viene qui presentata attraverso i rilievi Untitled (fiberglass, 2005) e Continuum (2010) e Ingresso nel Labirinto, studio (2011-2020), per la prima volta esposto al pubblico.
Nellâultima sala i visitatori potranno immergersi nellâesperienza Labyr-Into, un progetto di Oliver Pavicevic e Steve Piccolo realizzato con le tecnologie GearVR e OculusRifT, che costituisce una libera interpretazione di Ingresso nel Labirinto, coinvolgendo il visitatore in unâesperienza multisensoriale in realtĂ virtuale di grande suggestione.
Lâesposizione prevede anche una sala interamente dedicata ai piĂš piccoli, pensata ad âaltezza di bambinoâ e dotata di supporti didattici audio e video, e visite guidate e laboratori didattici organizzati dal Dipartimento Educativo della Fondazione Arnaldo Pomodoro e la ludoteca Il Mulino di Soliera.
In occasione della mostra, inoltre, è stato installato nella piazza antecedente al Castello lâObelisco per Cleopatra, concesso in comodato dâuso gratuito al Comune di Soliera per tre anni. Si tratta di unâopera di quattordici metri in corten e bronzo, progettata nel 1989 per la messinscena di Cleopatra e realizzata nel 2008. Il sindaco di Soliera Roberto Solomita commenta cosĂŹ lâinstallazione dellâopera: ÂŤla presenza magnetica dellâObelisco di Cleopatra, che per tre anni abiterĂ la piazza di Soliera dĂ misura immediata di quanto sia cruciale lâapertura ai linguaggi dellâarte contemporanea per consolidare lâidentitĂ culturale della nostra cittĂ . Grazie al percorso intimo e straordinario allâinterno dellâopera di Arnaldo Pomodoro, il Castello Campori conferma la propria vocazione al contemporaneo, come luogo in grado di accogliere il visitatore e accendere curiositĂ profondeÂť.
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