Tutto pronto per l’Art Week torinese alla Fondazione Videoinsight di Torino, con l’inaugurazione della mostra collettiva Hater, risultato della open call lanciata lo scorso febbraio, che vedrà l’assegnazione del vincitore del Premio Videoinsight, giunto alla 11ma edizione il prossimo 3 novembre. Il tema della mostra è oggi quanto mai attuale e comprende un ampio spettro di eventi e circostanze, di generazioni e contesti. Gli Hater, attraverso i social network, esprimono violenza verbale verso gli altri, con atteggiamenti di intolleranza, disprezzo, sadismo e provocazione, determinando nelle vittime un sentimento di disperazione, disagio e dolore. Come avviene dal 2010, la Fondazione Videoinsight ha scelto di affrontare e mostrare anche i lati più crudi di temi legati all’essere umano ed alla attualità, promuovendo, con risultati di successo in questi anni, la ricerca e la cura del benessere psicofisico attraverso l’arte e l’integrazione con la medicina.
Gli artisti in mostra sono stati selezionati attraverso studio visit, precedenti acquisizioni di opere per la collezione, collaborazioni con gallerie e collezionisti. Sono in mostra in questa edizione gli artisti Marco Abrate (Rebor), Sofia Amore, Raffaella Baldassarre, Pasquale Battaglia, Savina Capecci, Gianluca Capozzi, Marialucia Ciraci, Antonia Colella, Alessandro Dentico, Diego Dominici, Angelo Farina, Pietro Farina, Damiano Fasso, Lorenzo Gnata, Selena Leardini, Simone Marini, Silvia Raffaelli, Roberto Rossacci, Milena Sgambato, Paolo Treni, Roberta Toscano, Marta Scavone, Luca Zarattini.
Gli autori hanno affrontato in maniera del tutto libera la tematica, secondo la propria ricerca e le proprie sensibilità ed esperienze, talvolta avendo vissuto in prima persona l’esperienza negativa, come accaduto anche nelle precedenti mostre. Questo determina, oltre a una commozione palpabile, anche una forte condivisione e profonda comprensione delle opere, emancipazione e superamento dei pregiudizi. La Presidente della Fondazione Videoinsight, Rebecca Russo, collezionista, psicoterapeuta e mecenate, ci riferisce dell’importanza dell’arte come guida per la presa di coscienza, proprio perché «L’Arte causa insight, consapevolezza, visione interiore, intuizione, soluzione. L’Arte è rivoluzione. Appartiene alla natura umana, esprime bisogni primari, è profonda, urgente. È circolare, immortale, universale». Gli artisti, con quella che viene definita “purezza di intenti”, hanno rappresentato le sfaccettature della tematica, con originalità estetica e qualità artistica.
Il pubblico può essere così sensibilizzato sulla tematica, attualissima, con particolare riguardo ai social media e il cyberbullismo, uno dei lati oscuri della tecnologia al quale conseguono effetti devastanti. La mostra è un contributo alla prevenzione, con l’auspicio e l’invito alla proiezione e al rispecchiamento, per determinare la comprensione e la compassione verso gli altri e le vittime.
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