Nicola Facchini, Giuseppe de Benedittis, Organomotore, 2024 - CLOSER, Villa Davia, foto di Giorgia Tronconi, courtesy Adiacenze
Cosa vuol dire comunicare oggi, nellâera della saturazione da informazioni e dellâiperconnessione? Lo spazio espositivo bolognese Adiacenze presenta la mostra CLOSER, inaugurata ad aprile e visitabile fino al 24 maggio 2025, ospitata a Villa Davia, nel cuore del Borgo di Colle Ameno a Sasso Marconi, provincia di Bologna. Curata da Amerigo Mariotti e Giorgia Tronconi (Adiacenze) con Iside Calcagnile (Spazio Relativo) e Moe Yoshida (Studio Yoshida), la collettiva è lâesito dellâomonima rassegna artistica iniziata un anno fa da Adiacenze, in collaborazione con Eleonora Angiolini, a partire dal 150esimo anniversario della nascita di Guglielmo Marconi: non lontano dal punto in cui lâinventore, nel 1985, mise a punto il sistema di telegrafia senza fili, CLOSER riapre la riflessione sulle forme del comunicare attraverso i linguaggi di undici artisti.
Se consideriamo la velocitĂ con cui abbiamo normalizzato lâiperconnessione senza fili nella nostra quotidianitĂ , la scoperta delle onde radio sembra appartenere a unâera geologica ormai lontana. Altrettanto rapidamente sono mutati â e continuano a farlo â i termini e le modalitĂ che regolano il senso stesso del comunicare: in CLOSER, le possibilitĂ e impossibilitĂ della trasmissione vengono indagate da nove opere allestite nello spazio in un continuo crescendo e decrescendo, simile al moto ondulatorio con cui si propagano le informazioni tra due punti.
Partendo proprio dalle onde radio, il progetto Radio Solaire di Federico Bacci, Massimo Carozzi, Francesco Eppesteingher e Giorgio Lolli racconta la storia di questâultimo, cineoperatore bolognese che dagli anni â70 ebbe un ruolo fondamentale nella radiofonia privata africana fondando lâimpresa Solaire. Le fotografie e i filmati provenienti dallâarchivio Giorgio Lolli si intrecciano a tessuti tecnici, tracce sonore e un trasmettitore Tex 20, creando una mappatura fisica di 40 anni di lavoro per creare stazioni radio comunitarie in tutto il continente africano.
Al valore democratico e collettivo di questa connessione, fa da contraltare lâopera di Gianlorenzo Nardi, Attesa a porto di mare. In questo dittico di video, proiettato in una stanza appartata, lâambizione comunicativa sembra collassare su sĂŠ stessa per un limite non tecnologico ma dialogico: attorno a un tavolo e delle sedie, un gruppo di persone compare e scompare senza interagire verbalmente. La generale condizione di attesa sembra soffocare ogni possibilitĂ di scambio tra loro, puntellando lâopera di tentativi afoni e segnali corporei sospesi.
Attorno allâimpeto silenzioso ma vivido del segnale ruota anche Shootings Stars, opera del duo Antonello Ghezzi: lâinstallazione, realizzata nel 2013 in collaborazione con lâIstituto Nazionale di Astrofisica e la stazione astronomica di Medicina, è un segmento che trafigge in diagonale lo spazio, pensato per illuminarsi al passaggio di ogni meteora. Dietro questi bagliori intermittenti â fulminei come stelle cadenti â si nasconde un impeccabile scambio di informazioni, frutto della concatenazione tra mittenti e riceventi tecnologici, umani e cosmici.
Al contrario, nelle opere di Katarina Sylvan, Two Fencers e Two Blue Fencers, il meccanismo di trasmissione plurimo rivela tutta la sua fallacia. Attraverso unâinstallazione sonora e uno studio visivo, lâartista ha rielaborato lâincontro di scherma olimpionico che si tenne nel 2012 tra Britta Heidemann e Shin A-lam, diventato famoso per il cortocircuito creatosi tra le regole della disciplina, il cortometraggio, il caso e lâerrore umano. Lâultimo minuto dellâincontro viene restituito in loop dal dialogo metallico delle armi e da una serie di fotogrammi glitchati, in cui gli errori delle atlete sembrano sommarsi ai misunderstanding del sistema.
Sulle im-possibilitĂ della comunicazione ha riflettuto anche Enej Gala, sondando la relazione tra il parlare e lâascoltare con tre opere scultoree simili a dispositivi performativi. In Ear to mouth, mouth to ear, ad esempio, il rapporto di comunicazione è univoco, limitante e doloroso: indossandolo, chi vuole ascoltare avrĂ la bocca serrata e chi vuole parlare avrĂ le orecchie trafitte. One in, one out e Pantograph richiamano invece il fenomeno della distorsione, simulando il passaggio sordo delle informazioni â che entrano da un orecchio di legno ed escono dallâaltro â o lâimpossibilitĂ di manipolare con precisione il processo di scambio â legando con un pantografo due strumenti di micropulizia.
A queste sculture silenziose rispondono infine le 16 voci elettroniche dellâopera che apre la mostra: Organomotore, unâorchestra-strumento realizzata a mano da Nicola Facchini e sonorizzata da Giuseppe de Benedittis, dove ogni suono emesso possiede una propria sorgente e un proprio timbro. Lâinstallazione, attivata in momenti diversi del public program della mostra, è ispirata allâAcousmonium â sistema di proiezione sonora ideato a Parigi negli anni â70 â e traduce in spazialitĂ il suono, immergendo il pubblico in un continuum di vibrazioni fisiche plurime. Dopo lâalternarsi di differenti segnali, volumi e accezioni che accompagna lâintera esposizione, la dimensione corale e lâingegno che ha preceduto la costruzione di Organomotore ci riporta alle sperimentazioni di Guglielmo Marconi e al senso profondo del comunicare: cooperare per rendere comune lâintangibile attraverso il tangibile, ben oltre il silenzio delle censure espressive o il rumore indistinto dello sciame di informazioni.
Dopo le polemiche sul ritorno della Russia alla Biennale Arte 2026, il ministro Alessandro Giuli ha chiesto le dimissioni di…
Annunciate le cinque finaliste della decima edizione del Max Mara Art Prize for Women: il premio inaugura una nuova fase…
A dirlo è il nuovo Art Basel and UBS Global Art Market Report 2026: buona ripresa per le vendite di…
Alla riapertura delle Gilbert Galleries del Victoria & Albert Museum di Londra, trova spazio anche la tradizione italiana del micromosaico,…
La 55ma edizione del Pritzker Architecture Prize, il riconoscimento di architettura piĂš prestigioso al mondo, è stata assegnata al cileno…
Presentati nella Sala Buzzati del Corriere della Sera il Fuorisalone 2026 e la Brera Design Week: a Milano oltre mille…