Categorie: Mostre

Dalla musica ai ricordi: le Partiture di Gloria Pastore alla Dafna di Napoli

di - 26 Novembre 2019

Eleganza, raffinatezza formale ma anche forza, emergono dai lavori di Gloria Pastore ospitati presso la Dafna Home Gallery di Napoli. Il ritmo risonante della musica dell’anima si trasforma in “Partiture” visive, in cui il binomio dei sensi suono/vista diventa più efficace con lo scorrere del tempo di fruizione.

Figlia di un compositore e di una violencellista, l’artista lascia intuire una conoscenza della storia musicale che in maniera costante accompagna tutto il suo lavoro. Complesso distinguere i limiti tra i vari aspetti legati ai due sensi ma non è solo la formazione visiva a sconfinare in quella musicale, visto che a emergere è anche un’atmosfera famigliare, intima, sagomando così una fenomenologia d’espressione assolutamente unica e personale.

I grandi arazzi che Gloria Pastore presenta da Dafna Gallery, potenti ed emblematici, si aprono a innumerevoli interpretazioni e narrazioni, soggetti e tematiche. Una simbologia che fonde cultura locale, paesaggi e scorci, simmetrie e colori, in un tripudio di forme ottenuto anche attraverso l‘intervento pittorico alla ricerca di un risultato confidenziale e gradevole al tempo stesso. Un armonico e intricato intrecciarsi di storie che riguardano le visioni dell’artista a tutto tondo, dai suoi trascorsi più personali ai molteplici impulsi creativi di cui si circonda.

Parallelamente a questa tipologia di lavori, si alternano altre opere che caratterizzano la sua produzione scultorea più recente, ovvero le teste di Psiche declinate nelle più diverse forme e materiali, che già abbiamo visto nel 2018 in una mostra ospitata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dal titolo “Psiche e altre storie”.

Le singolari sculture, assemblate come fossero poetici collage, puntano all’unicità pur avendo come radice comune l’aspetto antico del personaggio della mitologia greca: «Ogni opera porta alla luce le specificità dei linguaggi dell’artista, dando evidenza del suo costante uso del dualismo indispensabile strumento grazie al quale prendono vita e corpo nascoste emozioni».

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