Categorie: Mostre

Emma Talbot: ‘The Age/L’età’, la mostra del Max Mara Art Prize alla Collezione Maramotti

di - 28 Dicembre 2022

“It’s time of total transformation” si legge nel video animato presentato da Emma Talbot alla personale “The Age / L’età” che corona il suo percorso di vincitrice dell’ottava edizione del Max Mara Prize for Women (2020-2022), realizzato in collaborazione dalla Collezione Maramotti e dalla Whitechapel Gallery di Londra. Benché, come vedremo oltre, la tematica del video sia diversa, accedendo all’ex edificio industriale che oggi ospita la Collezione Maramotti e entrando nel percorso espositivo viene spontaneo chiedersi quale ruolo possano giocare l’arte, gli artisti le collezioni private, le istituzioni di lungo corso e, sopratutto, le loro scelte in questo momento di grande trasformazione. Una risposta attiva, concreta e in costante evoluzione è proprio il Max Mara Art Prize for Women, che si impegna a sostenere la ricerca artistica femminile, nello specifico di artiste attive nel Regno Unito.

Non a caso l’inaugurazione della mostra che conclude i due anni di ricerca dell’artista legati al premio ha coinciso, lo scorso 23 ottobre, con l’annuncio delle cinque finaliste della nona edizione (2022-2024), alla presenza della nuova direttrice della Whitechapel Gallery, Gilane Tawadros, allora entrata in carica da poche settimane: Rebecca Bellantoni, Bhajan Hunjan, Onyeka Igwe, Zinzi Minott e Dominique White, tra le quali sarà proclamata la vincitrice nella primavera del 2023 (ne avevamo parlato qui).

Emma Talbot davanti a una delle opere esposte @ Collezione Maramotti

Il percorso che ha condotto Emma Talbot alla realizzazione delle opere esposte a Reggio Emilia fino al 13 febbraio 2023, condensano l’essenza del Max Mara Art Prize, che grazie alla sua giuria, si concentra sull’individuazione e sul sostegno di talenti in crescita: in questo caso un’artista che per ragioni indipendenti dalla sua volontà è stata momentaneamente costretta a mettere da parte la propria ricerca, ma non ha desistito e nel 2020 ha vinto l’ambitissimo riconoscimento, che le ha permesso di riprende la sua carriera con la dedizione che necessita e le opportunità che merita.
Durante la residenza d’artista di sei mesi organizzata appositamente per lei dalla Collezione Maramotti, Talbot ha esplorato contesti, visitato luoghi, conosciuto pratiche, incontrato persone, e imparato anche l’italiano. Sono state Reggio Emilia, Catania e Roma le tappe del suo viaggio, in cui si è dedicata allo studio dell’artigianato tessile, della permacultura, della mitologia classica, che l’hanno ispirato e ne hanno arricchito l’alfabeto, al punto da prendere uno studio anche a Reggio Emilia e organizzare la propria vita tra Londra e l’Italia. Questo, hanno spiegato gli organizzatori, «è motivo di orgoglio per la Collezione, che nel progetto si occupa di seguire tutta la fase di residenza, perché evidenzia ancora di più il ruolo di supporto e slancio che il premio ha per la carriera di queste artiste».

Emma Talbot, The Age/L’Età, veduta di mostra
Collezione Maramotti, Reggio Emilia. Ph. Dario Lasagni

Uno slancio che fin dalla sua prima edizione, nel 2005, ha fatto del Max Mara Prize for Women un come punto di riferimento per la sua capacità di intercettate e sostenere pratiche artistiche e visioni rilevanti per la contemporaneità (le altre vincitrici sono state Helen Cammock, Emma Hart, Corin Sworn, Laure Prouvost, Andrea Büttner, Hannah Rickards e Margaret Salmon). Esempio ne è l’assegnazione della quarta edizione (2011-2013) a Laure Prouvost, che nel 2013 vincerà il Turner Prize e nel 2017 rappresenterà la Francia alla Biennale di Venezia. Mentre Emma Talbot, per tornare all’edizione appena conclusa, quest’anno era presente alla 59ma Biennale di Venezia, nelle sale de “Il latte dei sogni/The Milk of Dreams”, curata da Cecilia Alemani.

Emma Talbot nel suo studio a Reggio Emilia / Emma Talbot in her studio in Reggio Emilia, 2022. Ph. Bruno Cattani –Fotosuperstudio

Il percorso espositivo

Dal viaggio di Emma Talbot in Italia sono fioriti dei lavori che riflettono su alcune delle grandi tematiche del presente, in particolare – ha ricordato la Collezione Maramottti – «sulla rappresentazione e l’invecchiamento, il potere e la governance, sullo sfruttamento dell’ambiente, ma che diventano anche riflessioni sulla vita, sulle relazioni umane, sulle decisioni di fronte a cui ciascuno si trova. Per il Max Mara Art Prize for Women, Talbot immagina un ambiente futuro in cui l’umanità si trova di fronte alle conseguenze disastrose del tardo capitalismo e, per poter sopravvivere, deve affidarsi a metodi più antichi e olistici di costruzione e di appartenenza, metodi che rielaborano le strutture ancestrali del potere e celebrano il mondo naturale».

Emma Talbot, The Age/L’Età, veduta di mostra
Collezione Maramotti, Reggio Emilia. Ph. Dario Lasagni

Al centro della grande sale che ospita la mostra (le cui opere saranno acquisite dalla Collezione) il pubblico viene catturato da due giganteschi “arazzi” dipinti su seta che intrecciano immagini e parole, attorno a cui si possono osservare disegni, una scultura e un video animato di grande impatto e profondità.  Quest’ultimo lavoro rilegge le dodici fatiche di Ercole e la protagonista è una donna non più giovane ispirata alla figura più anziana dell’opera di Gustave Klimt “Le tre età della donna” (1905), che Talbot ha visto alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Il video, che condensa disegno, animazione, musica (scritta dalla Talbot stessa) e  narrazione, diventa ipnotico per l’osservatore, trascinato in un viaggio in cui si intrecciano citazioni dell’arte antica e composizioni visiva con un tocco quasi psichedelico, che intreccia l’arte social engaged alla riflessione intima e personale, capace di toccare corde emotive personali e insieme riflettere su grandi temi attuali e collettivi, come solo le opere di spessore sanno fare.

“The Age / L’età” è accompagnata da un libro e da un breve documentario che racconta l’esperienza di Talbot durante i sei mesi di residenza in Italia, che potete trovare qui sotto.

In questo periodo gli spazi della Collezione Maramotti, nell’ex stabilimento di produzione della casa di moda Max Mara, offrono al visitatore altri tre percorsi espositivi: la personale di Jenna GribbonMirages”, la prima dell’artista americana in un’istituzione italiana (fino al 19 febbraio 2023), la personale di Carlo Valsecchi “Bellum” (fino al 31 dicembre 2022) e la collezione permanente, riallestita nel 2019.

Articoli recenti

  • Architettura

A Londra apre il Serpentine Pavilion 2026: ecco il progetto di LANZA atelier

In apertura a Londra il Serpentine Pavilion 2026 progettato da LANZA atelier: una struttura sinuosa in mattoni per il 25mo…

3 Giugno 2026 16:10
  • Bandi e concorsi

Levante Prize 2026, a Lecce il dialogo tra giovani artisti d’Italia e d’Asia

Il Levante Prize torna all’Accademia di Belle Arti di Lecce con una mostra che mette in dialogo giovani artisti italiani…

3 Giugno 2026 13:33
  • Mostre

Nelle opere di Arcangelo la memoria del Sud è materia pittorica: la mostra a Napoli

Arcangelo Esposito torna a esporre a Napoli dopo più di 40 anni, per una mostra al Blu di Prussia: nelle…

3 Giugno 2026 12:30
  • Attualità

Leoni dei Visitatori, gli artisti contro la Biennale: «Nessuna risposta alle nostre richieste»

Dopo le dimissioni della giuria e le tensioni su Israele e Russia, artisti e curatori hanno accusato la Biennale di…

3 Giugno 2026 12:14
  • Progetti e iniziative

Un chiosco di giornali diventa piazza culturale: i dieci anni di Edicola 518 a Perugia

A dieci anni dalla nascita, Edicola 518 di Perugia trasforma il suo storico chiosco di giornali e riviste in un’oasi…

3 Giugno 2026 10:30
  • Arte contemporanea

Il maltempo ha danneggiato la monumentale installazione di JR a Parigi

A pochi giorni dall’apertura, forti venti e piogge hanno colpito la grande installazione di JR sul Pont Neuf, omaggio all'iconica…

3 Giugno 2026 9:34