Foto della prima sala della mostra al MAD © Le télégramme
Chi ha visto la mostra che il Musée des Arts Décoratifs dedica all’autore de “Il piccolo principe” la riassume in due parole: delicata e commovente. Il museo parigino svela per la prima volta il manoscritto originale in Francia di Antoine de Saint-Exupéry. “Il piccolo principe” è il racconto più tradotto al mondo (senza contare i testi religiosi) che tutti i bambini e gli adulti hanno letto. Morto a soli 44 anni, Antoine de Saint Exupéry è riprodotto in foto, disegni e in un filmato, esposto nella mostra intitolata “A la rencontre du petit prince” (17 febbraio – 26 giugno 2022).
Molti potrebbero chiedersi come mai il pubblico francese scopre solo ora il manoscritto originale: è conservato negli Stati Uniti dove lo scrittore ha vissuto parte della sua vita. Questa è una delle mille facce di Antoine de Saint-Exupéry che i visitatori scoprono nella mostra. E stato un aviatore, un esploratore, un eroe della Seconda guerra mondiale, un poeta ma anche un disegnatore. Leggendo i cartelli delle numerose tavole e osservando i disegni presenti, i curatori ci fanno scoprire uno scrittore pieno di poesia che, prima ancora di scrivere, disegnava. Pur dichiarando la sua frustrazione nel non saper disegnare “bene”, Antoine de Saint-Exupéry schizza i contorni di tutti i personaggi del suo celebre romanzo: in una delle ultime sale della mostra si trova il bellissimo disegno del piccolo principe davanti a un roseto.
È proprio dietro il rapporto tra la rosa e il principe che si nasconde la vita dello scrittore: il suo rapporto d’amore con la moglie, amata come la più bella rosa e presente in molte fotografie qui esposte. Un rapporto con la moglie turbolento come turbolenta è la vita di Antoine: la morte del padre e poi del fratello, la vita lontano dagli altri fratelli in collegio e il sogno dell’aviazione.
Nato a Lione proprio nel 1900, Antoine de Saint-Exupéry scrive “Il piccolo principe” prendendo spunto anche dalla sua infanzia, come dimostra la commovente lettera che invia alla mamma, esposta nella prima sala. La mostra è una vera e propria scoperta della sua persona, i cui lineamenti invecchiano ma rimangono sempre riconoscibili.
La riproduzione della foto del raid aereo Parigi-Saigon che Saint-Exupéry prova nel 1935, emoziona come se fosse una foto di oggi. L’avventura raccontata nella sezione 3 della mostra si tramuta in una sciagura nel deserto, dove Antoine viene prima aiutato da un beduino e poi tratto in salvo dagli aerei della Regia Aeronautica italiana di stanza a Derna. Nella sezione 5 si passa agli Stati Uniti, dove lo scrittore si è trasferito per convincere il governo ad entrare in guerra con la Germania nazista. È proprio negli Stati Uniti che scrive e pubblica la sua versione della guerra, il romanzo “Pilota di guerra”.
Antoine soffre l’esilio e vive un periodo di una tristezza infinita al contrario della gioia e del sogno che pervadono il racconto a cui si dedica: “Il piccolo principe”. La pubblicazione americana nel 1943 in francese e in inglese segna il suo successo che assapora per poco, essendo morto solo sette giorni dopo la sua uscita.
Per capire l’amore dei lettori per questa favola che interroga bambini e adulti bisogna arrivare all’ultima sezione della mostra: una vetrina illuminata con tantissime copie de Il piccolo principe in tutte le lingue del mondo. Per ammirarle c’è a disposizione un tavolino basso circolare che occupa il centro della stanza come tante altre vetrine circolari presenti nelle altre sale dal carattere lunare.
La mostra è commovente per tutti i dettagli personali che scopriamo di Antoine de Saint-Exupéry, ma è anche delicata per via dei dettagli del suo allestimento. Due sale hanno un soffitto di stelle fatto di piccole luci, tessuti blu notte e una riproduzione su tessuto di una luna. L’allestimento, come i disegni, ci fanno sognare e ci invitano a rileggere le pagine de “Il piccolo principe”.
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